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Commissione Covid, Cerno “Mascherine farlocche e affari milionari, Conte sapeva?”

Le audizioni in Commissione Covid riaprono il caso delle mascherine cinesi, dei mediatori e dei rapporti con Palazzo Chigi, mentre la Procura di Roma esclude reati.

Mascherine cinesi e presunti affari durante l’emergenza

Le mascherine cinesi importate in Italia durante l’emergenza sanitaria tornano al centro dello scontro politico e mediatico. Secondo quanto emerso nelle audizioni della Commissione Covid, prodotti risultati poi non conformi avrebbero alimentato affari milionari mentre il Paese affrontava la fase più drammatica della pandemia. A riferire nuovi dettagli è stato l’imprenditore umbro Giovanni Buini, titolare di Ares Safety, che ha parlato di un contratto da 60 milioni di euro per la fornitura di 160 milioni di mascherine destinate alla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri. Buini ha spiegato di aver fatto ricorso a due mediatori, gli avvocati Gianluca Esposito e Luca Di Donna, quest’ultimo legato da rapporti personali all’allora premier Giuseppe Conte. Secondo il racconto reso agli inquirenti, una consulenza avrebbe mascherato una percentuale sul volume d’affari, pari a 0,08 euro per ogni mascherina, generando un ritorno di circa 13 milioni di euro su una sola commessa.

Procura di Roma, mediatori e incontri riservati

Nonostante queste dichiarazioni, per la Procura di Roma non sarebbero emerse ipotesi di reato. L’ipotesi di traffico di influenze contestata inizialmente è stata definita priva di fondamento. Buini ha raccontato che uno degli incontri chiave si sarebbe svolto nello studio dell’avvocato Guido Alpa, considerato il mentore di Giuseppe Conte, alla presenza di esponenti dei Servizi. Un passaggio che alimenta interrogativi sul ruolo delle istituzioni in una fase cruciale dell’emergenza. Secondo quanto ricostruito, il 3 maggio 2020 a Palazzo Chigi si sarebbe tenuta una riunione decisiva per sbloccare l’importazione delle mascherine, alla presenza dei vertici dell’intelligence, sui quali Giuseppe Conte aveva la delega diretta.

Commissione Covid e accuse politiche

Sulla vicenda è intervenuta anche Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Covid, che ha dichiarato: “questi fatti provano ancora una volta ciò che abbiamo sempre sostenuto: mentre gli italiani morivano, spregiudicati in rapporto con politici di sinistra al governo facevano affari ai danni dello Stato”. La parlamentare ha richiamato le inchieste televisive del 2020, che avevano già acceso i riflettori su mascherine con marchio Ce contraffatto finite a insegnanti, militari e forze dell’ordine. Secondo le ricostruzioni, l’ex giornalista Mario Benotti avrebbe avuto un ruolo centrale in alcune importazioni. In una puntata di Report, Giuseppe Conte intervenne per rassicurare gli italiani sulla qualità dei dispositivi, grazie anche al supporto dei nostri 007. Oggi, alla luce delle audizioni, torna la domanda che attraversa i lavori parlamentari: Giuseppe Conte era a conoscenza di questi traffici?

Published by
Lorenzo Costantino

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