Marco Minniti difende il poliziotto indagato per l’intervento a Rogoredo, parla di legittima difesa e richiama Pd e Comune di Milano sulle responsabilità del degrado urbano.
In collegamento con Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio su Rete 4, Marco Minniti prende una posizione netta che lo isola nel Pd e nel centrosinistra. L’ex ministro dell’Interno si schiera apertamente a fianco del poliziotto indagato per omicidio volontario dopo aver sparato a Rogoredo contro un uomo che lo aveva minacciato con una pistola rivelatasi a salve solo successivamente. “Noi abbiamo delle forze dell’ordine tra le migliori al mondo e ne dobbiamo essere orgogliosi. Della Polizia di stato, dei carabinieri, della Guardia di finanza. Or-go-glio-si!”, afferma Marco Minniti, rivendicando una difesa senza esitazioni dell’operato degli agenti.
Entrando nel merito dell’episodio, Marco Minniti ricostruisce il contesto operativo: “Dal quadro che abbiamo pare evidente che si sia trattato di legittima difesa. Il poliziotto si trova a 30 metri e quando qualcuno ti arriva nel buio con una pistola non puoi valutare se è una pistola giocattolo, a salve o carica. E devi reagire. Tecnicamente si tratta di legittima difesa”. L’ex ministro sottolinea la necessità di indagini rapide ed equilibrate, rimarcando un passaggio che definisce positivo: “Come si fa in una democrazia ci sono le indagini della magistratura, che vanno condotte con equilibrio e rapidamente. Se posso dire un segnale molto positivo è il fatto che la Procura abbia dato l’incarico delle indagini alla Squadra mobile della Polizia, non rompendo un rapporto di fiducia con la Polizia di Stato”.
Marco Minniti allarga poi il discorso alle responsabilità politiche e amministrative, chiamando in causa il Pd e il sindaco di Milano Beppe Sala sul degrado dell’area di Rogoredo. “La sicurezza non è garantita solo dalle forze dell’ordine ma anche dall’evitare il degrado, dall’avere zone illuminate e dal poter vivere un ambiente civile”. E aggiunge: “Questo non è compito delle forze di polizia o del ministro dell’Interno, ma delle amministrazioni pubbliche”. Da qui la proposta di un coordinamento strutturato: “Bisogna fare un grande patto tra il Ministero dell’Interno e l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, con i patti per la sicurezza urbana da aggiornare. Ognuno deve prendersi un pezzo della responsabilità”. Un messaggio che segna una frattura evidente nel dibattito interno al centrosinistra.
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