Tommaso Cerno risponde a Marco Travaglio sul caso Corona-Signorini, respinge i paragoni e accusa il Fatto di attaccare il Giornale per fermare inchieste scomode al Movimento Cinque Stelle.
L’editoriale firmato da Tommaso Cerno sulla prima pagina de Il Giornale, intitolato “Dossier falsi, inchieste vere”, nasce come replica diretta a Marco Travaglio. Il direttore del Fatto Quotidiano aveva sostenuto che il mondo legato a Mediaset e alla famiglia Berlusconi non avrebbe titolo per criticare il cosiddetto metodo Fabrizio Corona, dopo le polemiche che hanno coinvolto Alfonso Signorini.
Una posizione che ha chiamato in causa direttamente il quotidiano fondato da Indro Montanelli, spingendo Cerno a intervenire con un editoriale dai toni netti. Il direttore del Giornale respinge l’accostamento tra il lavoro giornalistico della testata e le modalità attribuite a Corona, rivendicando una distinzione netta tra inchieste documentate e operazioni mediatiche fondate su affermazioni false.
Nel suo intervento, Cerno sottolinea come l’essere citati da Travaglio rappresenti quasi un riconoscimento, ricordando il rapporto ideale che lega il Fatto Quotidiano alla scuola giornalistica di Montanelli, pur ribadendo che il caso Corona-Signorini non può essere utilizzato per delegittimare il lavoro del Giornale.
Nel cuore dell’editoriale, Tommaso Cerno avanza un sospetto preciso: l’ostilità di Marco Travaglio non deriverebbe dal caso Corona, ma dalle inchieste che il Giornale sta portando avanti sul Movimento Cinque Stelle, forza politica guidata da Giuseppe Conte.
A sostegno di questa tesi, Cerno richiama alcune indagini giornalistiche definite particolarmente scomode. Tra queste, quella sui presunti legami tra il Movimento Cinque Stelle e Hamas, che passerebbero attraverso Mohammad Hannoun, attualmente detenuto. Un tema che, secondo il direttore del Giornale, non avrebbe trovato spazio o attenzione sulle pagine del Fatto Quotidiano.
Un altro fronte indicato è quello relativo alla gestione dei fondi durante l’emergenza sanitaria, definita come una “grande ruberia del Covid” avvenuta durante il governo guidato da Giuseppe Conte. Cerno parla di una vicenda complessa, fatta di risorse pubbliche e scorciatoie amministrative, che i vertici pentastellati avrebbero tentato di ridimensionare anche in sede parlamentare.
L’editoriale prosegue citando ulteriori episodi che, secondo Tommaso Cerno, contribuirebbero a spiegare la durezza dell’attacco di Marco Travaglio. Tra questi, il caso Striano e le accuse rivolte all’ex procuratore antimafia Federico Cafiero De Raho, oggi parlamentare eletto proprio con il Movimento Cinque Stelle.
Per il direttore del Giornale, questi elementi delineano un quadro politico e mediatico nel quale le inchieste giornalistiche diventano motivo di scontro diretto. Da qui la conclusione netta dell’editoriale, che ridimensiona il clamore mediatico intorno a Fabrizio Corona e alle polemiche sui contenuti online, rivendicando il valore delle inchieste rispetto a quello dei “clic”.
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