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Torino ostaggio dei facinorosi, la procuratrice Musti punta il dito: “Colpa dei salotti buoni della sinistra”

Lucia Musti attacca l’upper class torinese che legittima le piazze violente, indica famiglie e scuole come corresponsabili e descrive Torino ostaggio di pochi facinorosi.

Lucia Musti rompe il silenzio e accusa l’élite che giustifica la violenza

È una denuncia durissima quella pronunciata dalla procuratrice generale del Piemonte Lucia Musti, scelta non a caso nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Un intervento che scuote l’universo radical chic e colpisce direttamente quella che lei definisce l’“area grigia colta e borghese”, accusata di tollerare e talvolta legittimare le piazze violente come strumento di lotta politica.

Le parole della procuratrice arrivano mentre Torino viene messa a ferro e fuoco dagli antagonisti. Secondo Musti, non si tratta solo di violenza di strada, ma del risultato di un intreccio sociale preciso, alimentato da centri sociali, gruppi pro Pal, anarchici e massimalisti.

Un sistema che, invece di essere contrastato, viene accarezzato da una parte della società che avrebbe tutt’altro ruolo: quello di esercitare una “illuminata azione di deterrenza” e di difesa delle regole democratiche.

Il risultato, afferma la procuratrice generale, è sotto gli occhi di tutti: una città “blindata”, costretta da tempo a una “limitazione della propria libertà di locomozione e di vita”, tenuta “in scacco da pochi ma violenti facinorosi”.

Un prezzo che non viene pagato nei salotti protetti, ma nelle strade, nei quartieri e nelle attività commerciali costrette ad abbassare le serrande.

“Cattivi maestri”, scuole e famiglie sotto accusa

Non è la prima volta che Lucia Musti richiama l’attenzione su Torino. Già lo scorso anno aveva definito il capoluogo piemontese “capitale dell’eversione di piazza”.

Oggi, però, la freccia delle responsabilità si allunga e colpisce anche l’intellighenzia di sinistra. Le radici del fenomeno, secondo la procuratrice, affondano nell’azione tutt’altro che passiva dei “cattivi maestri”, che spesso sono “insegnanti”.

I minori, maranza o no, vengono influenzati non solo dalla strada ma anche nelle scuole. Un processo che rischia di trasformare le periferie geografiche in “periferie dell’anima”.

Nel mirino finiscono anche le famiglie, chiamate in causa per un atteggiamento ritenuto complice. “Dovrebbero dialogare con le istituzioni – sottolinea Musti – invece assistiamo a genitori infastiditi dall’intervento dell’autorità giudiziaria”.

Un comportamento che, a suo giudizio, li rende “modelli negativi per i propri figli”.

Un’accusa che va oltre l’inerzia e che individua una responsabilità culturale profonda, capace di alimentare un clima in cui la violenza diventa giustificabile, se non addirittura nobilitata.

Paola Mastrocola e la paura che avvolge Torino

La voce della procuratrice generale non resta isolata. A rafforzarne il peso interviene anche Paola Mastrocola, scrittrice e docente torinese, che in un’intervista a La Stampa squarcia quello che definisce il velo dell’ipocrisia dell’intellighenzia di sinistra.

“Io temo che si cerchi lo scontro”, afferma, collegando le sue parole alla giornata di violenze che ha paralizzato la città.

Mastrocola sottolinea come anche l’obbligo di abbassare le serrande per i commercianti rappresenti una forma di violenza. Il risultato di questo intreccio sociale, osserva, è “una grande paura”.

Una sensazione che cresce mentre i cortei si chiudono tra devastazioni e slogan, e mentre nei canali Telegram degli organizzatori si parla di “giornata incredibile” in tono di esultanza.

Le parole di Musti e le riflessioni di Mastrocola costringono i benpensanti a un esame di coscienza.

Per chi crede nell’educazione politica e civile, una Torino devastata dovrebbe essere uno scenario inaccettabile, una pessima notizia.

Eppure, lascia intendere la procuratrice generale, c’è chi osserva compiaciuto, magari al riparo nei piani alti della “Torino bene”, mentre i cassonetti bruciano e la città viene messa in ginocchio.

Published by
Lorenzo Costantino

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