14/02/2014, Milano, trasmissione televisiva Le invasioni barbariche. Nella foto Enrico Mentana
Il direttore del TgLa7 prende le distanze dalla guerriglia di Askatasuna e lancia un affondo durissimo: “Liberarsi politicamente dei violenti è un debito che la sinistra deve pagare ora”.
Il giorno dopo la guerriglia urbana scatenata da Askatasuna a Torino, mentre una parte della sinistra continua a oscillare tra distinguo e silenzi, Enrico Mentana rompe il muro dell’ambiguità.
Con uno sfogo pubblicato su Instagram, il direttore del TgLa7 prende di petto la questione e indica senza giri di parole la responsabilità politica di chi non ha ancora reciso i legami con la frangia violenta delle piazze.
“Solo i più faziosi possono gioire della catastrofe politica causata da quel che è successo ieri a Torino”, scrive Mentana. Ma il passaggio più netto arriva subito dopo: “Solo i più stupidi possono far finta di niente”.
Nel suo intervento, Mentana smonta punto per punto la narrazione degli organizzatori del corteo.
“Leggo il manifesto di convocazione: ‘Askatasuna vuol dire libertà’. Dopo ieri sera ci sarà più libertà?”, si chiede. E ancora: “‘Contro il governo, guerra e attacco agli spazi sociali’: il governo e la destra sono stati indeboliti o rafforzati dai fatti di Torino?”.
Domande retoriche che diventano un atto d’accusa politico. Per Mentana, la violenza non ha indebolito il potere che si voleva contestare, ma lo ha rafforzato, producendo l’effetto opposto rispetto agli slogan agitati in piazza.
Il direttore del TgLa7 affonda ulteriormente, mettendo in evidenza le contraddizioni di una certa sinistra radicale:
“Fare la guerra agli agenti è contro la guerra?”, domanda, riferendosi agli assalti contro le forze dell’ordine. E sull’“attacco agli spazi sociali” aggiunge: “Askatasuna e realtà simili sono state forse sbriciolate dalle martellate?”.
Secondo Mentana, la violenza ha prodotto solo danni politici e morali, allontanando una parte consistente dell’opinione pubblica e consegnando un assist perfetto agli avversari.
Nel suo sfogo, Mentana riconosce che “tanta gente perbene è scesa in strada”, non solo a Torino ma anche a Milano. Ma proprio per questo, sostiene, la sinistra ha un dovere non più rinviabile.
“Liberarsi politicamente della vicinanza dei violenti, come doveva essere da tempo, è il debito che la sinistra deve saldare subito”, scrive. Un debito verso i manifestanti pacifici, ma anche verso “tutti i cittadini che la vorrebbero competitiva, per il bene della democrazia”.
Parole che suonano come una resa dei conti interna. Dopo le devastazioni di Torino, Mentana indica una linea netta: nessun alibi, nessuna convivenza, nessuna indulgenza verso chi usa la violenza come strumento politico. Una presa di posizione che isola ulteriormente chi, a sinistra, continua a non voler condannare senza se e senza ma i centri sociali e le loro derive.
This website uses cookies.