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Il caso Askatasuna scuote Torino, Mieli: “Nessun intellettuale di sinistra osa criticare”

Torino divisa su Askatasuna: commentatori accusano intellettuali, sindacati e politici di sostegno al centro sociale, tra critiche di Paolo Mieli, Antonio Caprarica e magistratura piemontese.

Askatasuna e il sostegno morale nella Torino bene

Da anni il centro sociale Askatasuna è al centro di polemiche per episodi di degrado e violenza contro lo Stato. La domanda che torna ciclicamente nel dibattito pubblico riguarda chi continui a sostenerlo e perché Torino non reagisca in modo compatto. Secondo diversi commentatori, le responsabilità non sarebbero soltanto di chi anima il centro sociale, ma anche di una parte della cosiddetta Torino bene, composta da intellettuali, sindacalisti e politici. Una lettura condivisa anche da la Musta, procuratrice generale del Piemonte, che ha richiamato l’attenzione sul clima di tolleranza che circonderebbe il centro sociale. In questo contesto, il sostegno non sarebbe sempre esplicito, ma spesso morale o culturale, contribuendo a una sorta di legittimazione indiretta.

Le parole di Paolo Mieli sulla sinistra torinese

A rafforzare questa interpretazione è intervenuto Paolo Mieli, già direttore del Corriere della Sera, nel corso della trasmissione In Onda su La7, condotta da Luca Telese e Marianna Aprile. Secondo Mieli, esisterebbe una parte di Torino apertamente schierata al fianco di Askatasuna. “È vero che hanno una simpatia, anche forse in qualche caso per vera benevolenza – ha spiegato – in qualche caso per viltà, della Torino Bene, o di una parte della Torino Bene, dell’intelligenza torinese. Non troverete mai un intellettuale torinese, tranne l’ex parlamentare Salvatore Esposito, di quella Torino di sinistra, che dirà delle cose critiche”. Un’affermazione che chiama in causa il mondo culturale cittadino e il suo presunto silenzio su quanto accade attorno al centro sociale.

Antonio Caprarica e la critica sull’ordine pubblico

Ancora più netto l’intervento di Antonio Caprarica, ospite della trasmissione L’aria che tira condotta da David Parenzo. Il giornalista ha commentato la partecipazione di esponenti politici e sindacali a un corteo legato all’area di Askatasuna. “Non si va a un corteo come quello senza sapere come finisce e chi ci va o è un imbecill***, come ha detto Luciano Violante, o è un irresponsabile. E siccome escludiamo che intellettuali, politici e sindacalisti presenti a quel corteo fossero imbecilli sono irresponsabili e ognuno si prenda le proprie responsabilità. E se la sinistra vuole governare, si ricordi che l’ordine pubblico democratico è cruciale. Ricordatevi Enrico Berlinguer, che cosa c’entra Askatasuna? Fammi parlare! Fammi parlare! Cosa c’entra Askatasuna con i diritti democratici?”. Parole che spostano l’attenzione sul tema della responsabilità politica e del rispetto dell’ordine pubblico.

Published by
Lorenzo Costantino

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