Sigfrido Ranucci critica Giorgia Meloni sugli scontri di Torino e la Rai limita le ospitate a La7 dopo l’intervento televisivo del conduttore di Report pubblico.
Le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci sugli scontri avvenuti a Torino hanno provocato una reazione immediata ai vertici della Rai.
Il giornalista, intervenuto sabato 31 gennaio nel programma In altre parole condotto da Massimo Gramellini su La7, ha commentato le tensioni scoppiate all’esterno del centro sociale Askatasuna.
Nel corso della trasmissione, Sigfrido Ranucci ha criticato le affermazioni di Giorgia Meloni sui manifestanti, affermando: “La Meloni ha detto che i manifestanti sono nemici dello Stato? La maggior parte di questi lo Stato li conosce, per me”.
Una posizione che, secondo quanto ricostruito, non sarebbe stata gradita dai dirigenti di Viale Mazzini.
Secondo quanto emerso, la Rai avrebbe chiesto al conduttore di Report di ridurre le sue partecipazioni a programmi di altre reti, in particolare su La7.
La decisione sarebbe arrivata a pochi giorni di distanza dall’ospitata, alimentando il sospetto di un collegamento diretto con le parole pronunciate sugli scontri di Torino.
Ufficialmente non esistono comunicazioni scritte che colleghino le dichiarazioni alla richiesta aziendale, ma la tempistica viene considerata significativa da più fonti interne.
Va precisato che Sigfrido Ranucci era stato invitato in trasmissione principalmente per presentare il libro Navigare senza paura, scritto insieme al figlio Giordano, insegnante, dedicato ai rischi della disinformazione digitale per i più giovani.
Nel corso dell’intervento televisivo, Sigfrido Ranucci aveva anche lanciato un appello alla moderazione: “Bisognerebbe avere la lucidità e la forza di dire a tutti diamoci una calmata”.
Aveva poi aggiunto: “C’è un sospetto di voler rovinare l’altra metà di chi ha partecipato alla manifestazione con ragioni serie”.
Dopo la comunicazione ricevuta, il giornalista ha risposto punto per punto, spiegando di aver semplicemente accettato inviti arrivati tramite la casa editrice.
Ha inoltre sottolineato come, all’interno del servizio pubblico, l’unico invito ricevuto sia stato quello di Giorgio Zanchini, mentre da altri programmi non sarebbero arrivate richieste.
Nei giorni precedenti, Sigfrido Ranucci era stato ospite anche di Lilli Gruber e Giovanni Floris, sempre per presentare il volume.
This website uses cookies.