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Tomaso Cerno liquida Vannacci: “Una cometa che svanisce, Salvini ne esce più forte”

Tomaso Cerno commenta l’addio di Roberto Vannacci alla Lega: una fuga solitaria destinata all’irrilevanza. Il Carroccio resta, chi scende dal carro politico scompare.

La rottura e il “chissenefrega” politico

Le dichiarazioni di Tomaso Cerno accompagnano con sarcasmo l’uscita di scena di Roberto Vannacci dalla Lega. “Più delle stelle ricorderemo la cometa”, scrive Cerno, liquidando l’addio del generale come un passaggio effimero, destinato a lasciare poche tracce nella storia politica. Un “bel chissenefrega”, che saluta quello che viene descritto come un generale senza truppe, in ritirata dal suo esercito dopo aver ceduto al “canto, sinistro, delle sirene”.
Secondo Cerno, l’illusione di una iperdestra alternativa non riguarda il Paese, ma soltanto il destino personale di Vannacci. Un flashmob politico che non incide sugli equilibri nazionali e che non mette in discussione il centrodestra, tantomeno il suo leader leghista.

Perché Salvini esce rafforzato

Nel ragionamento di Cerno, il vero beneficiario della frattura è Matteo Salvini. Anche se forse non ancora in modo consapevole, il segretario leghista esce più forte dall’addio del generale. “In politica uno più uno non fa quasi mai due”, osserva il direttore, ricordando che la destra ha vinto le elezioni quando Vannacci “nemmeno esisteva” e che non le perderà certo per la sua uscita.
La prospettiva di una iperdestra “museale”, evocata dal generale, viene descritta come una dissolvenza priva di futuro. I sondaggi che collocano Vannacci sotto l’uno per cento non vengono nemmeno presi in considerazione da Cerno, che preferisce guardare alla traiettoria storica del Carroccio e al suo peso nella Seconda Repubblica.

Il destino di chi lascia il Carroccio

Il cuore dell’analisi è storico-politico. La Lega, ricorda Cerno, nasce e cresce attorno a un patto non scritto che risale ai tempi del Umberto Bossi, il Senatùr. Un patto che ha reso il Carroccio, piaccia o no, il partito più longevo del Parlamento. Finora nessuno è riuscito a infrangere quello che Cerno definisce un “maleficio”: chi scende dal Carroccio, politicamente muore.
Nemmeno la Liga Veneta, sotto il campanile di San Marco, riuscì a reggere l’addio. Figuriamoci, scrive Cerno, Vannacci, che da teorico del “mondo al contrario”, in poco più di trecento giorni — “meno della durata di un abbonamento annuale ai bus” — si è già accomodato nella lunga fila degli ex che preferiscono il taxi alla militanza.

Published by
Emanuele Larocca

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