Anna Maria Bernini, ministro dell'Universit‡ e della Ricerca, durante la settima Conferenza nazionale sulle dipendenze in corso al centro congressi dell'Auditorium della Tecnica di Roma, 08 novembre 2025. ANSA/Emanuele Valeri
All’Università di Torino compaiono slogan violenti contro forze dell’ordine e Stato. Anna Maria Bernini parla di eversione e annuncia una denuncia per individuare i responsabili.
Sui muri dell’Università di Torino non è comparsa semplice vernice. Negli spazi occupati dell’ateneo, alla vigilia della manifestazione di sostegno ad Askatasuna, sono apparse frasi che evocano odio e violenza: “+ sbirri orfani / + orfani / + vedove”, “+ pirati – sbirri”, “Free Gaza / Dalla terra al mare / Sappiamo da che parte stare”.
Non scritte isolate né episodi riconducibili a una bravata estemporanea. Le frasi, comparse in punti visibili dell’università, delineano un linguaggio che legittima lo scontro e indica la violenza come strumento politico. Un messaggio che ha acceso l’attenzione delle istituzioni e che arriva in un contesto già segnato da forti tensioni.
A intervenire è stata Anna Maria Bernini, che su X ha pubblicato le immagini delle scritte, accompagnandole a un commento netto. “Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano”, ha scritto il ministro.
Secondo Bernini, quelle frasi rappresentano molto di più: “Queste immagini rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche”.
Parole che segnano un confine preciso tra dissenso e apologia della violenza, respingendo ogni tentativo di ridurre l’episodio a espressione di protesta studentesca.
Il ministro ha poi richiamato scenari che rimandano a stagioni già vissute: l’esaltazione dello scontro, l’odio verso la divisa, la legittimazione della violenza come metodo di lotta politica. Elementi che, secondo Bernini, ricordano dinamiche tipiche degli anni Settanta e che non possono essere tollerate all’interno degli spazi universitari.
Da qui l’annuncio di un passo formale: “Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile”.
Una posizione che segna un cambio di passo, con l’obiettivo dichiarato di intervenire sul piano giudiziario per chiarire responsabilità e dinamiche di quanto accaduto.
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