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Otto e mezzo, volano stracci tra Salvini e Gruber: “Piano case? Ma pensi al ritardo che fanno i treni”

A Otto e mezzo duro confronto tra Matteo Salvini e Lilli Gruber sui ritardi ferroviari, la sicurezza e il ruolo del ministro dei Trasporti durante la diretta televisiva.

Scontro sui trasporti tra Salvini e Gruber a Otto e mezzo

Il confronto è andato in scena ieri, giovedì 5 febbraio nello studio di Otto e mezzo, in onda su La7. Ospite della puntata, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, chiamato a rispondere su più fronti: sicurezza, piano casa e soprattutto trasporti. La conduttrice Lilli Gruber ha incalzato il leader della Lega, soffermandosi sui ritardi ferroviari registrati negli ultimi mesi. «Ha un’occasione straordinaria. Vuole chiedere scusa ai viaggiatori per i ritardi spaventosi? Case? Lei deve occuparsi dei treni», ha detto la giornalista, interrompendo l’argomentazione del ministro.

Ritardi ferroviari e la replica del ministro dei Trasporti

Nel rispondere, Matteo Salvini ha elencato dati sulla puntualità dei convogli, senza indicarne la provenienza, riconoscendo però criticità ancora presenti. «Ci sono 1.300 cantieri ferroviari attivi, c’è il massimo dei treni circolanti. La puntualità sta crescendo, tanto che l’anno scorso è arrivata al 90%. C’è il 10% dei treni in ritardo? Sì, mi dolgo e mi pento, ma i ferrovieri stanno facendo il massimo». La risposta non ha placato il confronto, che ha visto anche l’intervento dell’editorialista Massimo Giannini, presente in studio. Il ministro ha rivendicato il proprio operato, spiegando di sentirsi a proprio agio nel ruolo attuale, nonostante le domande sul possibile ritorno al Viminale.

Sicurezza, decreti e lo scontro politico in studio

Il dibattito si è poi spostato sui temi della sicurezza e sui provvedimenti del governo. Secondo Giannini e Gruber, il Quirinale avrebbe inciso sul testo delle misure adottate. Salvini ha replicato: «A me non risulta che siano modificati i testi dal pre e post Quirinale». Ha quindi illustrato i contenuti dei provvedimenti: «C’è il fermo preventivo fino a 12 ore per i sospetti, in caso di condotte di pericolo… lo fermo, lo porto in questura autonomamente». Sullo scudo penale ha aggiunto: «C’è per tutti i cittadini, non verranno iscritti nel registro degli indagati». Il ministro ha parlato anche di sgomberi, divieto di porto di coltelli e nuovi presìdi di polizia in luoghi sensibili. Rispondendo a una domanda sul paragone tra violenti e terrorismo, Salvini ha concluso: «A Torino c’è stato un attacco preordinato… Questi sono stati episodi di terrorismo».

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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