Francesca Albanese durqntw l'incontro con la Genova per Gaza. A margine ha incontrato l'iman di Genova, la sindaca di Genova Silvia Salis e una rappresentanza di famiglie di Gaza prima dell'incontro con la citta' ai giardini Luzzati. Genova, 7 7 ottobre 2025. ANSA/LUCA ZENNARO
Le parole di Francesca Albanese contro Israele durante un evento di Al Jazeera provocano reazioni in Europa e negli Stati Uniti per i toni e il contesto.
Nuove polemiche internazionali dopo l’intervento di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, intervenuta in collegamento all’“Al Jazeera Forum”, evento organizzato dal network qatariota dedicato alla situazione in Medio Oriente.
Durante il suo intervento, l’esperta italiana ha utilizzato parole molto dure nei confronti dello Stato di Israele, definendolo “nemico comune dell’umanità”.
La dichiarazione, pronunciata in un contesto internazionale e trasmessa nell’ambito di una manifestazione di rilievo nel mondo arabo, ha immediatamente attirato l’attenzione diplomatica e politica.
L’evento, della durata di tre giorni, ha riunito esponenti politici e analisti provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di discutere gli sviluppi regionali e le prospettive del conflitto israelo-palestinese.
A suscitare ulteriori reazioni non sono state solo le parole di Francesca Albanese, ma anche il contesto in cui è intervenuta.
Tra gli ospiti dell’iniziativa figuravano infatti il ministro degli Esteri iraniano e Khaled Meshaal, leader di Hamas all’estero.
Meshaal è intervenuto in un altro momento del forum, ribadendo la posizione dell’organizzazione, che ha dichiarato di non avere intenzione di deporre le armi.
La partecipazione della relatrice ONU a un evento che ha visto la presenza di figure legate a contesti politici e organizzazioni al centro di forti tensioni internazionali ha alimentato ulteriormente il dibattito.
Le dichiarazioni della relatrice e la sua partecipazione al forum hanno provocato numerose reazioni critiche, sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Diversi osservatori e rappresentanti politici hanno espresso preoccupazione per i toni utilizzati e per l’impatto che parole di questo tipo possono avere nel quadro delle relazioni internazionali.
Il caso si inserisce in un clima già segnato da forti divisioni sul conflitto in Medio Oriente e sul ruolo delle istituzioni internazionali nell’analisi e nella gestione della crisi.
This website uses cookies.