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Scontri a Torino, Revelli “Non hanno portato pietre”, la replica di Capezzone, “State normalizzando l’assalto alla polizia”

Marco Revelli minimizza la guerriglia antagonista Torino ad Agorà. Daniele Capezzone replica in diretta, denunciando messaggi pericolosi e il tentativo di negare l’evidenza dei fatti.

Guerriglia antagonista Torino, lo scontro in tv ad Agorà

La polemica esplode durante Agorà, andata in onda martedì 10 febbraio su Rai3. Al centro del confronto, le immagini degli scontri avvenuti a Torino, legati alla protesta antagonista in sostegno di Askatasuna.
In studio, il professor Marco Revelli arriva a sostenere che i manifestanti non avrebbero portato sassi e pietre da lanciare contro la polizia, nonostante le immagini mostrino una vera e propria guerriglia urbana, con petardi, bombe carta, oggetti contundenti e persino martellate contro gli agenti. Una ricostruzione che, secondo i dati emersi, contrasta con la quantità di materiale utilizzato durante gli scontri.

Revelli minimizza e chiede “rispetto nell’interlocuzione”

Nel difendere la propria posizione, Marco Revelli invita gli altri ospiti a mantenere “un maggiore rispetto nell’interlocuzione”, sostenendo che le pietre sarebbero state semplicemente presenti sul selciato e non portate appositamente dai manifestanti. Un’argomentazione che ha immediatamente sollevato reazioni, perché interpretata come un tentativo di ridimensionare la responsabilità delle violenze.
La posizione del politologo, attivista di area progressista, viene letta come un esempio di negazione dell’evidenza visiva, mostrata chiaramente dalle immagini trasmesse nel corso della puntata.

Capezzone replica: “Messaggi di gravità estrema”

A smontare la tesi di Marco Revelli è Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo. La replica è netta e diretta: “Ha ragione, e occorrerebbe che anche lui rispettasse l’intelligenza degli altri”.
Capezzone entra nel merito dell’argomentazione: “Ha parlato di pietre che stanno sul selciato… Quindi siccome stanno sul selciato le possiamo scaraventare contro la polizia con delle catapulte? Ma lei si rende conto dei messaggi che manda un intellettuale dicendo no, ma le pietre erano lì e quindi che devono fare dei pacifici manifestanti come quelli che lei ci descrive? Prendere le pietre, metterle su una catapulta e tirarle contro la polizia?”.
Il direttore conclude con un giudizio severo: “Quello che lei sta facendo questa mattina è di una gravità estrema”, denunciando il rischio di legittimare la violenza attraverso una narrazione che minimizza fatti documentati.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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