Marina Berlusconi interviene su referendum Giustizia, Forza Italia e Vannacci, rivendicando la linea liberal-moderata e indicando il futuro del centrodestra.
Nella lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Marina Berlusconi affronta uno dei temi più divisivi del momento politico, il referendum sulla Giustizia in programma il 22 e 23 marzo. La presidente di Fininvest annuncia senza ambiguità il proprio orientamento: “Voterò sì perché è la cosa giusta”.
Una posizione che, precisa, non è dettata dal cognome né da spirito di rivalsa personale, ma dalla convinzione che il voto debba riguardare i contenuti e non le appartenenze. Secondo Marina Berlusconi, i referendum “devono servire a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze” e non possono essere letti come un giudizio sul governo.
Il cuore della sua posizione è la separazione delle carriere, definita “necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati” e per garantire “la vera ‘terzietà’ dei giudici”. Pur ricordando che Silvio Berlusconi “ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria”, Marina Berlusconi respinge ogni lettura vendicativa, indicando un problema strutturale legato a una minoranza di magistrati ideologizzati e al ruolo delle correnti nel Csm, definito un “vergognoso mercato di nomine”.
Un altro passaggio centrale riguarda Forza Italia e la leadership di Antonio Tajani. Marina Berlusconi interviene per “sgombrare il campo da equivoci”, ribadendo che nei confronti dell’attuale segretario “noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento” per il lavoro svolto in una fase delicata della storia del partito.
Allo stesso tempo, riconosce che “inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro”. Una transizione descritta come naturale e non come una messa in discussione della leadership, aggiungendo: “Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui”.
Pur confermando il legame affettivo e valoriale con il partito fondato dal padre, Marina Berlusconi esclude una propria discesa in campo, ribadendo il ruolo di imprenditrice e cittadina che chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni, meno tasse e maggiore coraggio sui diritti civili. Un profilo che rafforza l’identità liberal-moderata di Forza Italia all’interno della coalizione.
Il passaggio più politicamente netto riguarda Roberto Vannacci e la sua scelta di scendere in campo con Futuro Nazionale, posizionandosi alla destra della maggioranza. Marina Berlusconi osserva che un’uscita definitiva di Vannacci dall’area di governo “non sarebbe una gran perdita” e potrebbe anzi rappresentare “un’opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi”.
Una linea di confine tracciata con chiarezza, accompagnata dalla convinzione che “gli eccessi fanno male a destra come a sinistra”, pur riconoscendo che la politica deve confrontarsi anche con i numeri. Nel quadro complessivo, Marina Berlusconi esprime sostegno alla premier Giorgia Meloni, indicata come impegnata a mantenere saldi i rapporti internazionali in una fase complessa.
Un’intervista che, per toni e contenuti, assume il peso di un intervento da leader politico, pur ribadendo l’assenza di ambizioni personali dirette.
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