Roberto Vannacci firma lo statuto di Futuro Nazionale. Difesa della famiglia naturale, confini e identità italiana tra i pilastri del nuovo partito.
È stato firmato davanti a un notaio in Toscana lo statuto di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico fondato da Roberto Vannacci. Il documento, articolato in 56 articoli, definisce in modo dettagliato valori, struttura e obiettivi del movimento.
Tra i pilastri indicati compaiono “la lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture, immigrazionismo” e la “difesa non negoziabile della sanità, del lavoro, degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, delle forze armate, delle forze dell’ordine e della famiglia naturale formata da un uomo e da una donna”.
Il testo richiama le “radici fondamentali” dell’Italia, individuate nell’identità tradizionale radicata nel diritto romano, nel pensiero greco e nella sintesi operata dalla civiltà cristiana.
Lo statuto indica cinque soci fondatori. Roberto Vannacci assume il ruolo di presidente nazionale con mandato triennale e con il compito, tra gli altri, di convocare il congresso nazionale. La durata può interrompersi solo in caso di dimissioni, impedimento permanente o approvazione di una mozione di sfiducia sottoscritta dai due terzi dell’esecutivo nazionale, con conseguente nomina di un commissario reggente.
Accanto a lui figurano Massimiliano Simoni, ex consigliere leghista in Toscana, con il ruolo di coordinatore nazionale, i deputati Edoardo Ziello come responsabile organizzativo e Rossano Sasso con delega per il Sud Italia, oltre ad Annamaria Frigo responsabile del tesseramento.
Il documento prevede tre tipologie di tessere: simpatizzanti, soci ordinari e soci onorari, con diritto di voto per le ultime due categorie.
Nel testo fondativo, Roberto Vannacci definisce l’Italia “Patria delle piccole patrie”, espressione con cui richiama la pluralità di identità locali e regionali che, secondo la visione del partito, compongono l’unità nazionale.
Tra i punti centrali figura la “difesa a spada tratta delle radici dell’Italia e del popolo italiano, dei confini del territorio nazionale, della coesione valoriale e culturale”, considerata elemento imprescindibile per l’appartenenza alla cittadinanza.
Lo statuto stabilisce inoltre che il primo congresso nazionale dovrà svolgersi entro tre anni, con successiva attivazione dei congressi regionali, provinciali e comunali.
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