Gossip & Spettacolo

Spunta il nome di Signorini nelle chat Ranucci-Boccia: la replica ironica del giornalista

Il direttore di Chi commenta con sarcasmo il suo nome nelle conversazioni finite nell’inchiesta: “Il Signor B? Io resto al Signor K”.

Il nome di Signorini nelle chat e la risposta ironica

Il caso legato alle conversazioni tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia continua ad allargarsi, coinvolgendo nuovi nomi del mondo dei media e dello spettacolo. Tra questi è comparso anche Alfonso Signorini, citato in alcune chat del settembre 2024 finite agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma legata al caso Sangiuliano.

Nei messaggi, il direttore editoriale del settimanale Chi viene indicato come parte di un presunto “giro gay pericolosissimo”. Raggiunto dal Corriere della Sera, Signorini ha scelto di rispondere con il suo stile abituale, puntando sull’ironia e prendendo le distanze da quanto emerso.

“Apprendo ora da voi della chat tra Ranucci e Boccia. Posso solo dire che non sapevo di appartenere a un fantomatico ‘giro gay’ per giunta in così ‘amabile’ compagnia”.

Poi la battuta sul misterioso riferimento presente nelle conversazioni: “Mi intriga molto l’identità del misterioso Signor B. Io rimango fermo al Signor K. Ma dubito che la signora Boccia frequenti Kafka”.

Il silenzio sul caso Corona e la scelta della tutela legale

Negli ultimi mesi, Alfonso Signorini aveva già scelto una linea di riservatezza in relazione alle vicende che lo hanno coinvolto indirettamente nel caso legato a Fabrizio Corona.

Il conduttore ha preferito evitare commenti pubblici, affidando la tutela della propria immagine alle sedi giudiziarie e mantenendo un profilo basso sul piano mediatico.

Interpellato sulla gestione di questo periodo, ha spiegato: “L’unico modo per sopravvivere a questi mesi è stato quello di isolarmi dal resto del mondo”.

Il suo nome nelle chat rappresenta quindi un nuovo episodio in un contesto già caratterizzato da tensioni mediatiche e attenzione pubblica.

Reazioni diverse tra gli altri nomi citati nelle conversazioni

La vicenda ha suscitato reazioni differenti anche tra gli altri personaggi menzionati nei messaggi.

Massimo Giletti ha scelto la via dell’ironia, commentando con un messaggio vocale: “Devo chiedere al capo della lobby gay se posso parlare”.

Più netto l’intervento di Tommaso Cerno, che ha definito l’intera ricostruzione “una storia surreale”, respingendo l’idea di presunte reti di potere legate all’orientamento sessuale.

Diversa invece la posizione di Marco Mancini, ex dirigente dei servizi segreti, che ha espresso forte contrarietà e sta valutando azioni legali. Secondo quanto dichiarato, i contenuti delle conversazioni “rivelano una concezione omofoba della vita e veicolano una duplice menzogna”.

La vicenda resta al centro dell’attenzione mediatica mentre proseguono gli accertamenti legati all’indagine della Procura di Roma.

Published by
Lorenzo Costantino

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