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Referendum, Travaglio difende Gratteri e attacca il governo: “Chi vota Sì aiuta indagati e poteri occulti”

Nicola Gratteri e Marco Travaglio al centro dello scontro sulla riforma Nordio: il direttore del Fatto difende il procuratore e attacca sostenitori del Sì e governo.

Nicola Gratteri, le parole sul referendum e la difesa di Marco Travaglio

Si intensifica il confronto politico e istituzionale attorno alle dichiarazioni del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, intervenuto nei giorni scorsi sul referendum relativo alla riforma della giustizia. Le affermazioni del magistrato, secondo cui a sostenere il Sì sarebbero anche soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari o interessati a indebolire il sistema, hanno suscitato un acceso dibattito.

A sostegno del procuratore è intervenuto il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che ha definito quelle parole “inappuntabili”. Nel suo intervento, il giornalista ha scritto: “Quelle di Gratteri sono parole inappuntabili, a cui avrebbe potuto aggiungere un’ovvietà: voteranno Sì anche persone perbene disinformate dalla propaganda del Sì, che non hanno capito di fare il gioco di indagati, imputati, massoneria deviata eccetera”.

Le dichiarazioni arrivano mentre il nome di Nicola Gratteri resta al centro dell’attenzione pubblica anche per l’apertura di un procedimento disciplinare da parte del Consiglio superiore della magistratura.

L’azione del Csm e le tensioni istituzionali sulla riforma Nordio

Il Consiglio superiore della magistratura ha avviato una procedura disciplinare nei confronti del procuratore di Napoli dopo le sue esternazioni sul referendum. Lo stesso Nicola Gratteri, commentando l’iniziativa, ha dichiarato: “È solo l’anticipazione di ciò che sarà con l’Alta Corte”.

La vicenda si inserisce nel più ampio confronto politico sulla riforma promossa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha diviso il mondo della magistratura e della politica. Secondo quanto emerso nel dibattito pubblico, alcune reazioni istituzionali sarebbero state interpretate come una presa di distanza dalle parole del magistrato.

Nel suo intervento, Marco Travaglio ha osservato che le critiche rivolte a Gratteri ricorderebbero, a suo avviso, le reazioni che colpiscono chi denuncia situazioni ritenute scomode, parlando di una dinamica che colpirebbe “i personaggi autorevoli quando dicono che il re è nudo”.

Lo scontro politico e le accuse ai sostenitori del Sì

Nel suo editoriale, il direttore del Fatto Quotidiano ha rivolto dure critiche ai sostenitori della riforma, sostenendo: “Il bello è che a insorgere contro Gratteri sono quelli del Sì che copiano il piano Gelli, dedicano la schiforma a Craxi e Berlusconi e si fregiano del sostegno di pregiudicati come Dell’Utri, Previti, Cuffaro, Formigoni, Montaruli, patteggiatori come Toti e Palamara, piduisti come Cicchitto, imputati come Santanché, condannati in primo grado come Delmastro, indagati autoassolti come Nordio, Piantedosi e Mantovano”.

Il confronto si è ulteriormente acceso dopo alcune valutazioni del ministro Carlo Nordio sull’ipotesi di introdurre test psicoattitudinali per i magistrati. Su questo punto, Marco Travaglio ha concluso: “Se dici la verità in un Paese dove Nordio fa il ministro della Giustizia, devi essere proprio pazzo”.

Published by
Lorenzo Costantino

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