Botta e risposta acceso a L’aria che tira, su La7, tra esponenti di Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia sulla politica estera del governo guidato da Giorgia Meloni.
Nel corso del confronto condotto da David Parenzo, il deputato M5S Francesco Silvestri ha criticato le relazioni tra l’Italia e l’amministrazione di Donald Trump.
“Questi rapporti con Trump a noi pragmaticamente che c’hanno portato? C’hanno portato che lui ci ha obbligato a comprare le sue armi, e quindi paghiamo di più in armi. Ci ha obbligato a pagare il suo gas e lo paghiamo cinque volte più di prima. Ci ha messo i dazi e noi zitti e mosca. Voleva anche la Groenlandia e se era per la Meloni gliela dava pure… Fortunatamente si sono messi in mezzo dall’altra parte”.
Parenzo ha contestato questa ricostruzione, ma Silvestri ha ribadito la propria posizione:
“Ha detto ‘bisogna trattare’. Non c’è niente da trattare, la Groenlandia è Europa, punto. Detto questo, Trump non vuole più finanziare l’Onu ma creare un meccanismo parallelo”.
Il parlamentare ha aggiunto:
“Non lo devi legittimare andando lì a osservare, devi rimanerne fuori restando negli organismi occidentali che ti permettono di fare politica internazionale”.
Alla provocazione del conduttore – “Non dovrebbe neanche andare a Washington, Meloni?” – Silvestri ha risposto:
“No, a Washington ci si va e si parla con gli Stati Uniti, ma subire la politica di Trump in questa maniera è controproducente per le tasche degli italiani”.
La deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli ha respinto le accuse, ribaltando l’impostazione del confronto.
“Subire la politica di Trump? Il Movimento 5 Stelle ha solo da insegnare nel subire la politica fatta da altri”.
Lucaselli ha poi spostato l’attenzione sul ruolo dell’Italia negli incontri internazionali, anche in relazione alla situazione a Gaza.
“Il tema è un altro: se c’è un luogo in cui si possono delineare i contorni per una pace a Gaza mi sembra assurdo dire che l’Italia non di debba essere. Io non sono dell’idea che si possa incidere dall’esterno quando c’è un incontro di leader e si prenderanno decisioni che avranno un’influenza sulla Striscia di Gaza. Quindi io preferisco che il governo italiano ci sia. E’ meglio sapere qual è il dibattito che si instaura o non sapere nulla e restarne all’oscuro?”.
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