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Meloni contro i giudici: “Immigrato con 23 condanne resta e viene risarcito, così è impossibile fermarli”

Caso dell’algerino con 23 condanne. Giorgia Meloni accusa la magistratura: “Così è impossibile fermare l’immigrazione illegale”. Nuovo scontro istituzionale.

Meloni attacca la magistratura sul caso dell’algerino

Nuovo scontro tra governo e magistratura sul tema dell’immigrazione irregolare. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato un video sui social denunciando una decisione giudiziaria che riguarda un cittadino algerino irregolare, destinatario di un provvedimento di espulsione.

Secondo quanto riferito dalla premier, l’uomo avrebbe alle spalle 23 condanne, tra cui lesioni personali per aver aggredito una donna. Nonostante questo, alcuni giudici avrebbero stabilito che non potrà essere trattenuto in un Centro di permanenza per il rimpatrio né trasferito nella struttura predisposta in Albania.

Nel video, Meloni ha spiegato: “Un cittadino algerino irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un CPR né trasferito nel centro di Albania per il rimpatrio. Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione”.

“Così non si può contrastare l’immigrazione illegale”

La presidente del Consiglio ha quindi sollevato una questione politica più ampia sul rapporto tra decisioni giudiziarie e politiche migratorie. “Ora io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l’immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole”.

L’intervento si inserisce in un contesto di forte tensione istituzionale, a poche settimane dal referendum sulla riforma della giustizia. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i contrasti tra l’esecutivo e una parte della magistratura, in particolare su espulsioni, trattenimenti e gestione dei rimpatri.

Il governo: “Andremo avanti nonostante gli ostacoli”

Nel messaggio diffuso sui social, Giorgia Meloni ha ribadito la linea dell’esecutivo sulla sicurezza e sul controllo dei flussi migratori. “Il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l’Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi”.

La premier ha poi aggiunto: “Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa. Perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia”.

Il caso rappresenta l’ennesimo episodio di confronto tra esecutivo e magistratura sul tema dell’immigrazione e della sicurezza, mentre il dibattito politico resta acceso anche in vista delle prossime scadenze referendarie.

Published by
Lorenzo Costantino

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