Cerno attacca le toghe: “Non stupitevi se vostro figlio sogna di fare lo spacciatore”

Nel pieno della campagna referendaria sulla Giustizia, Tommaso Cerno interviene con un editoriale dai toni durissimi contro quella che definisce una magistratura ormai schierata politicamente.

“Non stupitevi se vostro figlio sogna di fare lo spacciatore”

Secondo Tommaso Cerno, il clima che si respira nel Paese sarebbe il risultato di anni di scelte giudiziarie e culturali che avrebbero alterato il rapporto tra legalità e responsabilità.

“Non meravigliatevi se nel tema a scuola vostro figlio scriverà che da grande non vuole fare il poliziotto ma lo spacciatore. Né se i giudici tolgono i bambini alla famiglia nel bosco e poi liberano un clandestino con 23 condanne perché ha il diritto di incontrare la sua famiglia, che immagino composta da stinchi di santo”.

Per il direttore, la giustizia sarebbe diventata terreno di scontro politico, con una parte della magistratura apertamente schierata per il No al referendum.

“La giustizia è una parola che sarà anche scritta nei dizionari, ma qui fuori c’è la magistratura politicizzata, che ormai è scesa in campo per la battaglia finale contro il governo”.

Il riferimento alle mail dell’Anm e a Meloni

Cerno richiama anche alcune comunicazioni interne all’Anm, sostenendo che in quelle mail sarebbe stata definita “pericolosa” la premier Giorgia Meloni perché non gravata da avvisi di garanzia.

“Hanno messo nero su bianco che la premier Giorgia Meloni è «pericolosa» perché non ha avvisi di garanzia, per cui non è ricattabile”.

Secondo Cerno, il nodo centrale della contesa riguarderebbe anche le politiche migratorie, dai Cpr all’accordo con l’Albania, fino alla gestione delle manifestazioni di piazza.

“E hanno teorizzato che dall’Albania ai Cpr, passando per le piazze armate da anarchici e islamisti, sono tutte pecorelle del gregge da proteggere, perché la via maestra per fare opposizione dalle aule di tribunale è l’immigrazione. Favorirla, favorirla, favorirla”.

Il caso Rogoredo e l’affondo su Gratteri

Nel suo intervento, Cerno cita anche la situazione di Rogoredo, a Milano, simbolo del degrado legato allo spaccio.

“Solo così si spiega un Paese dove gli spacciatori di Rogoredo fanno la festa della neve, non certo quella della Cortina olimpica ma quella in polvere delle periferie milanesi, alla faccia di polizia e carabinieri. Tanto, se qualcuno prova a fermare un delinquente nella nostra democrazia a rovescio, a processo ci finisce lo Stato”.

Infine, il riferimento al procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che nei giorni scorsi aveva sostenuto che voteranno No le persone perbene e Sì i “permale”.

“I criminali voteranno tutti Sì, ci dice il procuratore di Napoli Nicola Gratteri”.

Ma secondo Cerno, osservando “le fedine penali dei soggetti in questione e il tifo che viene da sinistra, pare proprio il contrario: sono arruolati dal fronte del No. Quello che, dalle cronache appare chiaro, le opinioni politiche non le esprime in Parlamento, ma le scrive da anni nelle sentenze”.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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