A Napoli il caso del bimbo del Monaldi diventa drammatico: stop al secondo trapianto di cuore, la madre si dice rassegnata dopo il parere negativo degli specialisti.
Da una speranza riaccesa a una decisione definitiva: a Napoli il caso del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi si è trasformato in uno dei più delicati degli ultimi mesi in ambito sanitario.
Il consulto nazionale richiesto per valutare la possibilità di un secondo trapianto di cuore si è concluso con un parere negativo unanime. Attorno allo stesso tavolo, presso l’Azienda ospedaliera dei Colli, si sono riuniti alcuni tra i principali specialisti italiani di cardiochirurgia pediatrica.
Presenti Carlo Pace Napoleone dell’ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, Amedeo Terzi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, insieme a Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. Al tavolo anche Guido Oppido, cardiochirurgo del Monaldi, che aveva eseguito il primo intervento.
Dopo l’analisi della documentazione clinica e delle condizioni del piccolo paziente, il parere è stato condiviso da tutti gli specialisti: non sussistono le condizioni per procedere con un nuovo trapianto.
Il piccolo resta ricoverato presso la struttura napoletana, mantenuto in vita grazie al supporto di macchinari. Sono trascorsi quasi sessanta giorni dal primo intervento, e nel frattempo il quadro clinico si è progressivamente aggravato.
Secondo quanto emerso, il prolungato supporto artificiale sta iniziando a compromettere anche altri organi, rendendo ancora più complessa la situazione generale. Proprio queste condizioni critiche hanno pesato nella valutazione dei medici chiamati a esprimersi sul secondo intervento.
Nelle ore precedenti al consulto si era riaccesa una speranza, alimentata dalla disponibilità di un cuore compatibile. Dopo il parere negativo degli specialisti, l’organo è stato destinato a un altro bambino inserito nella lista d’attesa.
Parallelamente proseguono le indagini della magistratura per chiarire ogni aspetto della vicenda. Al momento risultano sei persone iscritte nel registro degli indagati, ma il numero potrebbe aumentare con l’avanzare degli accertamenti.
Il momento più difficile è ora quello vissuto dalla famiglia. A rendere noto lo stato d’animo della madre è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale che tutela i suoi interessi.
Dopo settimane di attesa e di speranze legate alla possibilità di un nuovo intervento salvavita, la donna ha preso atto della decisione dei medici. Secondo quanto riferito dal legale, la madre “è rassegnata” di fronte al parere definitivo espresso dal collegio di esperti provenienti dai principali centri italiani.
La vicenda ha suscitato grande attenzione a Napoli e nel resto del Paese, sia per la complessità clinica del caso sia per i risvolti giudiziari ancora in corso.
Il bambino resta ricoverato all’ospedale Monaldi, assistito dall’équipe sanitaria che continua a monitorare costantemente le sue condizioni cliniche.
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