A DiMartedì Elly Schlein esclude le dimissioni di Meloni in caso di No al referendum e rilancia: “Vinceremo le prossime elezioni”.
Nel corso di un’intervista a DiMartedì su La7, condotta da Giovanni Floris, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiarito la posizione del Pd sull’eventuale sconfitta del governo al referendum sulla giustizia.
Alla domanda se una vittoria del No dovrebbe portare alle dimissioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Schlein ha risposto: “Noi la batteremo alle prossime elezioni politiche. Stiamo facendo una campagna sul merito per cercare di spiegare perché questa riforma è sbagliata e non aiuta. Noi non chiediamo questo, la batteremo alle prossime elezioni politiche”.
Ha poi aggiunto: “Senza dubbio però è chiaro che se vincono il referendum lo rivendicherà come una grande vittoria, se lo perdono qualche problema dentro la maggioranza ci sarà”.
La leader dem ha escluso conseguenze personali in caso di sconfitta del fronte del No.
“E se lo perde io? Io continuo a fare il mio lavoro. Vinceremo le prossime elezioni con la coalizione progressista che abbiamo costruito dopo 20 anni in tutte le elezioni regionali”.
Schlein ha spiegato che l’obiettivo non è costruire un’alleanza contro qualcuno: “Noi non sceglieremo l’anti-Meloni, la nostra coalizione la stiamo costruendo sulle cose che vogliamo per l’Italia: sanità pubblica, scuola, lavoro dignitoso, politiche industriali e facciamo ripartire l’economia di questo Paese perché Meloni non ne parla ma abbiamo l’economia che cresce meno in Europa”.
Sul merito della riforma, la segretaria del Pd ha ribadito la contrarietà del partito.
“Questa riforma indebolisce l’equilibrio tra i poteri della Costituzione, l’indipendenza dei magistrati non tutela i magistrati, tutela i cittadini, quelli che non hanno i soldi per far valere le proprie ragioni, magari davanti anche a un abuso di potere”.
E ancora: “L’indipendenza dei giudici è al servizio dei cittadini. Noi non vogliano che ci serva una riforma per controllare i giudici, in una democrazia per ogni potere serve un controllo, non migliori in Italia la giustizia, mettendola sotto il controllo del governo”.
In chiusura, l’affondo politico contro la premier: “Meloni ha bisogno di un nemico al giorno, di un capro espiatorio da incolpare per coprire i loro fallimenti. Ma le persone non si fanno prendere in giro”.
Le dichiarazioni riaccendono lo scontro tra maggioranza e opposizione in vista del referendum, con il voto che si conferma terreno centrale del confronto politico nazionale.
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