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Bufera Rai, M5S attacca: “850mila euro a Cerno mentre Angela è senza contratto”

Il caso Tommaso Cerno esplode in Rai: il M5S denuncia i costi della striscia e attacca i vertici, citando Alberto Angela e i tagli ai programmi.

Il caso Tommaso Cerno accende lo scontro politico sulla Rai

Da un nuovo programma televisivo a uno scontro politico: la striscia affidata a Tommaso Cerno su Rai2 diventa un caso nazionale dopo le polemiche sui costi. I parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai hanno duramente criticato l’investimento, stimato in circa 850mila euro complessivi.

Secondo quanto riportato, il progetto avrebbe un costo medio di circa 11mila euro a puntata, con un compenso di circa 3mila euro destinato allo stesso Cerno, direttore del quotidiano Il Giornale. Le cifre hanno provocato una reazione immediata da parte dell’opposizione, che ha chiesto chiarimenti ai vertici di Viale Mazzini.

In una nota ufficiale, i parlamentari pentastellati hanno espresso una posizione molto dura: “Svegliarsi stamattina e leggere che non solo questa ipotesi è confermata, ma che avrebbe il costo monstre di 850.000 euro, ci rende veramente schifati”. Il tema non riguarda soltanto l’entità della spesa, ma anche l’opportunità editoriale e la gestione complessiva delle risorse del servizio pubblico.

Il confronto con Alberto Angela e i programmi in bilico

La critica del Movimento 5 Stelle si concentra soprattutto sul confronto tra questo investimento e le misure di contenimento dei costi che, secondo i parlamentari, starebbero interessando altri volti storici della Rai.

Nella stessa nota viene sollevata una domanda diretta all’amministratore delegato: “Come è possibile che si invochino costantemente risparmi su tutto e che si sia addirittura nella condizione di avere un personaggio come Alberto Angela senza contratto, o programmi come quello di Mario Tozzi in bilico, e poi si buttino dalla finestra tutti questi soldi?”.

L’accostamento tra figure considerate simboliche del servizio pubblico e il nuovo progetto televisivo rappresenta uno dei punti centrali della contestazione politica. I parlamentari hanno inoltre ricordato che nelle settimane precedenti il nome di Cerno era già stato oggetto di critiche per la sua presenza retribuita in Rai mentre il suo giornale pubblicava articoli critici nei confronti dell’azienda e della trasmissione Report.

La richiesta di chiarimenti e il silenzio di Viale Mazzini

Il gruppo parlamentare ha formalmente chiesto ai vertici Rai di confermare o smentire le cifre e di rispondere all’interrogazione già presentata in commissione di Vigilanza sull’opportunità dell’incarico.

Nel comunicato, i toni restano duri: “Pensavamo di essere a uno dei punti più bassi dell’epopea triste di TeleMeloni, ma con Cerno si sta ogni giorno scavando di più”.

Al momento, da Viale Mazzini non sono arrivate comunicazioni ufficiali né sull’entità dei costi né sulla questione sollevata dall’opposizione. Il tema potrebbe essere affrontato nelle prossime riunioni del consiglio di amministrazione, mentre la vicenda si configura come uno dei fronti più visibili di tensione tra l’attuale gestione della Rai e le forze politiche presenti in Vigilanza.

Published by
Lorenzo Costantino

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