Referendum, Feltri attacca il fronte del No: “Non mischiate chi indaga e chi giudica”

A un mese dal voto, Vittorio Feltri sostiene la riforma e appoggia Meloni: separare chi indaga da chi giudica, dice, rafforza la giustizia.

La battaglia sulla separazione delle carriere

Manca circa un mese al referendum sulla giustizia e il confronto politico si fa sempre più acceso. Il tema centrale è la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti: da una parte chi indaga, dall’altra chi giudica.

Secondo Vittorio Feltri, votare Sì non significa spezzare il sistema giudiziario, ma renderlo più equilibrato. L’idea, sostiene, è evitare la sovrapposizione di ruoli e garantire una maggiore distinzione tra accusa e giudizio.

Per Feltri la riforma non è un attacco alla magistratura, ma un intervento strutturale su un meccanismo che negli anni avrebbe prodotto distorsioni e tensioni tra poteri dello Stato.

Il sostegno a Giorgia Meloni

Nel suo commento, Feltri evidenzia l’impegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, descrivendola determinata nel portare avanti la riforma.

La premier, secondo il direttore editoriale, si sta battendo con convinzione su un tema che considera centrale per l’equilibrio tra i poteri e per la credibilità del sistema giudiziario.

Il referendum, in questa chiave, viene presentato come una scelta netta tra mantenere l’attuale assetto oppure introdurre una separazione più marcata tra funzioni requirenti e giudicanti.

Il nodo politico

Nel dibattito pubblico, una parte dell’opposizione ritiene che la riforma possa indebolire l’indipendenza della magistratura. I sostenitori del Sì, invece, parlano di modernizzazione e di allineamento a modelli già adottati in altri ordinamenti.

Feltri si schiera in modo chiaro: per lui la separazione delle carriere non rappresenta un pericolo per lo Stato di diritto, ma un passo verso una giustizia più trasparente e meno esposta a commistioni.

A un mese dal voto, il referendum si conferma uno snodo politico cruciale, destinato a segnare il confronto tra governo e opposizione su uno dei temi più delicati dell’ordinamento italiano.

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Claudia De Napoli

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