Ilaria Salis interviene sul caso Cinturrino e chiede scuse a Meloni e Salvini. Collega la vicenda al referendum sulla giustizia.
La vicenda del fermo dell’assistente capo Carmelo Cinturrino, indagato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri a Milano Rogoredo, diventa terreno di scontro politico.
A intervenire è stata l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, con un post pubblicato su X e Instagram.
“Gravissimo. Adesso Salvini e Meloni, quelli del ‘senza se e senza ma dalla parte dei poliziotti’ e dello scudo penale per le Forze dell’Ordine, chiedano scusa”.
Parole dirette contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, in riferimento alla loro linea politica di sostegno alle forze dell’ordine.
Il commento ha immediatamente acceso il dibattito, inserendosi in una fase in cui le indagini sono ancora in corso e i fatti oggetto di accertamento giudiziario.
Nel post, Salis ha esteso il ragionamento anche al tema del referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo.
“Anche per questo sarà necessario votare NO al referendum. Per impedire che una destra priva di cultura giuridica democratica, allergica ai limiti dello stato di diritto e che brama i pieni poteri, possa contro-riformare la giustizia italiana”.
L’eurodeputata collega così il caso specifico a una critica più ampia verso le proposte di riforma sostenute dalla maggioranza di governo.
Il riferimento ha suscitato reazioni, con esponenti del centrodestra che sottolineano come l’inchiesta riguardi la condotta individuale di un agente e non l’intero corpo di polizia.
Il post di Salis riporta al centro del confronto il tema del rapporto tra politica e forze dell’ordine.
Da un lato, la richiesta di accertare eventuali responsabilità personali; dall’altro, la difesa dell’operato complessivo di polizia e carabinieri da parte della maggioranza.
Il caso di Rogoredo continua così a generare reazioni incrociate tra governo e opposizioni, mentre l’indagine prosegue e il dibattito sul referendum resta aperto.
This website uses cookies.