Sondaggi per Tg La7 ridimensiona Futuro Nazionale: -0,2% in una settimana. Azione di Calenda sale al 3,5% e supera il partito di Vannacci.
Misurare un partito appena nato è sempre complesso.
L’effetto novità, la visibilità mediatica e l’assenza di precedenti elettorali rendono instabili le prime rilevazioni.
La nuova formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, non fa eccezione.
Dopo le prime stime che parlavano di exploit, il sondaggio Swg diffuso dal Tg La7 di Enrico Mentana registra per la prima volta un arretramento.
Secondo la rilevazione del 23 febbraio, il partito perde lo 0,2% nell’ultima settimana, scendendo al 3,4%.
Una flessione contenuta ma simbolica, perché arriva nella settimana dell’ufficializzazione dell’ingresso di Vannacci nel gruppo europeo di estrema destra fondato dall’AfD tedesca.
Il dato segna un primo rallentamento dopo la fase di crescita iniziale.
La piccola retromarcia consente ad Azione, guidata da Carlo Calenda, di sorpassare Futuro Nazionale.
Il partito guadagna lo 0,2% e si attesta al 3,5%, conquistando il settimo posto tra le forze politiche.
La crescita coincide con la settimana del viaggio a Kiev di Calenda, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa.
Se si tratti di un semplice assestamento o dell’inizio di un ridimensionamento strutturale è ancora presto per dirlo.
Resta il nodo della soglia di sbarramento prevista dalla nuova legge elettorale in discussione: per un partito che corre da solo, pochi decimali possono fare la differenza.
In testa alla classifica resta Fratelli d’Italia, stabile al 29,8%.
Segue il Partito Democratico al 21,9%, in lieve calo di un decimale.
Terza forza il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che scende dall’11,8% all’11,5%.
Quarta posizione per Forza Italia, all’8,3%, in lieve flessione.
Quinto posto per Alleanza Verdi e Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che sale al 6,7%.
La Lega recupera dal 6,4% al 6,6%, tornando sopra la soglia dei sei punti ma restando dietro ad Avs.
Dietro Azione e Futuro Nazionale si collocano Italia Viva al 2,2%, +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1,1%.
Le altre liste raccolgono il 3,6%, mentre il 27% del campione non esprime preferenza.
Il quadro resta fluido, con movimenti contenuti ma significativi soprattutto nell’area centrale e nel nuovo spazio occupato da Futuro Nazionale.
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