Botta e risposta acceso tra Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi. Al centro della polemica, la partecipazione dell’esponente dem a Radio Atreju, dove nei giorni scorsi si è confrontata con l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza.
Lo scontro esplode sui social.
Berizzi attacca duramente la vicepresidente del Parlamento europeo accusandola di aver “chiacchierato amabilmente con i fascisti” e di aver danneggiato il proprio partito con la partecipazione al confronto.
Nel mirino del cronista non solo il dialogo con Fidanza, ma anche l’opportunità politica di intervenire in un format legato alla destra. Un attacco diretto, che in poche ore infiamma il dibattito interno all’area progressista.
Immediata la risposta di Picierno, che non usa mezzi termini.
Definisce Berizzi “un avvelenatore di pozzi” e difende la legittimità del confronto tra avversari politici.
L’europarlamentare ricorda come il format abbia ospitato in passato esponenti di schieramenti diversi e sottolinea che Fidanza è un collega al Parlamento europeo e capo delegazione del partito di maggioranza relativa in Italia.
“Capita spesso di confrontarci. Ovviamente di discutere. Spesso di litigare. Perché pensiamo cose diverse”, ribadisce, richiamando il valore del pluralismo e del dialogo istituzionale.
L’episodio si inserisce in un clima già teso nel Partito democratico, attraversato da divisioni su vari dossier, dalla politica estera al referendum sulla giustizia.
Il confronto tra Picierno e Berizzi diventa così simbolo di una frattura più ampia: da un lato chi rivendica il dialogo come pratica democratica, dall’altro chi considera il confronto con la destra una scelta politicamente inopportuna.
Lo scambio di accuse evidenzia come, anche dentro il campo progressista, il tema del dialogo con l’avversario resti terreno sensibile e divisivo.
Il dibattito, intanto, continua sui social e nel mondo politico, alimentando nuove tensioni nel già complesso equilibrio interno al Nazareno.
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