Il capo della Polizia Vittorio Pisani avvia la destituzione dell’agente Carmelo Cinturrino, fermato per l’omicidio di un 28enne a Milano. Decisione immediata per la gravità del caso.
La reazione è stata immediata e senza margini di attesa. Dopo il fermo dell’assistente capo Carmelo Cinturrino per l’omicidio volontario di un giovane di 28 anni nel boschetto di Rogoredo, a Milano, il capo della Polizia Vittorio Pisani ha disposto l’avvio della procedura di destituzione dal corpo.
L’episodio risale al 26 gennaio, quando un uomo di 28 anni è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa nell’area boschiva di Rogoredo, zona già nota per situazioni legate al degrado e allo spaccio. Nelle ore successive, gli sviluppi investigativi hanno portato al fermo di Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia di Stato.
Subito dopo il provvedimento dell’autorità giudiziaria, il vertice della sicurezza ha deciso di intervenire anche sul piano disciplinare. A comunicarlo è stato lo stesso Vittorio Pisani, che ha spiegato: “Subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla polizia di Stato”.
La procedura amministrativa è stata avviata senza attendere ulteriori passaggi del procedimento penale, una scelta che sottolinea la gravità attribuita al caso dai vertici del Dipartimento.
Il capo della Polizia ha motivato la decisione con toni particolarmente netti, evidenziando la responsabilità legata al ruolo ricoperto da un appartenente alle forze dell’ordine. “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica”.
Di norma, nei procedimenti disciplinari si attende almeno il rinvio a giudizio prima di arrivare a una misura definitiva. In questo caso, però, la valutazione è stata diversa. “Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito”.
Pisani ha inoltre sottolineato la differenza tra i tempi della giustizia penale e quelli dell’azione interna all’amministrazione: “Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato”.
Il procedimento giudiziario nei confronti di Carmelo Cinturrino è ancora nelle fasi iniziali e sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità penali. Parallelamente, però, l’amministrazione della Polizia di Stato ha scelto di procedere con la massima rapidità sul piano disciplinare.
La nomina del funzionario istruttore da parte della Questura di Milano rappresenta il primo passo formale verso la possibile destituzione definitiva, che potrebbe arrivare al termine dell’iter amministrativo.
La vicenda ha acceso l’attenzione pubblica non solo per la gravità dell’omicidio contestato, ma anche per la posizione dell’indagato, appartenente alle forze dell’ordine, e per la linea di rigore annunciata dai vertici della sicurezza.
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