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Diventa professore di latino e greco nello stesso liceo dove faceva il bidello: “Il sistema è frustrante, decide tutto un algoritmo”

Francesco Morleo, pugliese, da collaboratore scolastico a docente di latino e greco a Bologna: promozione improvvisa e critica al sistema di reclutamento.

A metà anno scolastico la sua routine è cambiata improvvisamente: da corridoi e bidelleria alla cattedra di latino e greco nello stesso liceo.

La storia di Francesco Morleo e la svolta nel liceo di Bologna

La storia di Francesco Morleo, trentenne originario della Puglia, racconta una svolta inattesa nel mondo della scuola italiana. Assunto a inizio anno come collaboratore scolastico al liceo classico Minghetti di Bologna, si è ritrovato, nel giro di pochi mesi, dall’altra parte della cattedra.

Dottore in Lettere classiche all’Università di Bologna, Morleo aveva sempre coltivato il sogno di insegnare latino e greco nelle scuole superiori. Dopo la laurea aveva intrapreso il percorso comune a molti aspiranti docenti: corsi di formazione, titoli abilitanti e inserimento nelle graduatorie. Nonostante l’impegno, le opportunità erano state poche, limitate a una breve esperienza di supplenza nella scuola primaria.

Per mantenersi e restare comunque nel mondo scolastico, aveva scelto la strada del personale ATA. Da circa quattro anni lavora come collaboratore scolastico con incarichi annuali, riuscendo quest’anno a ottenere l’assegnazione proprio al liceo classico Minghetti, uno degli istituti più prestigiosi della città.

La chiamata improvvisa e l’incarico fino a fine anno

L’anno sembrava procedere senza particolari novità quando, a metà percorso, è arrivata la comunicazione che ha cambiato tutto. Lo scorrimento delle graduatorie per le supplenze di latino e greco è proseguito fino a raggiungere il suo nome.

Nel giro di pochi giorni, Morleo ha lasciato il ruolo di collaboratore scolastico per assumere quello di docente, sostituendo una delle professoresse storiche dell’istituto fino al termine dell’anno scolastico. Gli sono state affidate una classe prima e due classi seconde.

La notizia ha suscitato sorpresa e soddisfazione tra colleghi e insegnanti del liceo. “Si sono complimentati tutti, gli ex colleghi e tutti i docenti. Anche se qualcuno di loro era all’oscuro del mio percorso, si sono stupiti”, ha raccontato il neo-professore, sottolineando l’emozione per un traguardo atteso da anni.

Il passaggio da una mansione all’altra nello stesso edificio e nello stesso anno rappresenta un caso raro, che evidenzia la complessità e la dinamicità del sistema delle supplenze scolastiche.

La critica al sistema: “Dipendiamo da un algoritmo”

Accanto alla soddisfazione personale, Morleo non nasconde però le criticità legate al meccanismo di reclutamento degli insegnanti. Il suo incarico, come quello di migliaia di supplenti in tutta Italia, è stato determinato dal sistema informatizzato di assegnazione.

“È frustrante il sistema di chiamata di noi insegnanti. Dipendere da un algoritmo”, ha spiegato, evidenziando l’incertezza che caratterizza la carriera dei docenti precari.

Il suo futuro, infatti, resta legato allo stesso meccanismo. Al termine dell’anno scolastico, sarà nuovamente il sistema di assegnazione automatica a stabilire se potrà continuare a insegnare in un liceo oppure se dovrà tornare al ruolo di collaboratore scolastico, in attesa di una nuova opportunità.

Nel frattempo, Morleo continua il suo lavoro con l’obiettivo di restare nel mondo dell’insegnamento, consapevole che, nel sistema attuale, ogni incarico può rappresentare una svolta improvvisa ma temporanea.

Published by
Lorenzo Costantino

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