Sanremo Festival host and artistic director Carlo Conti and Paolo Sarullo on the screen on stage at the Ariston theatre during the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival, in Sanremo, Italy, 26 February 2026. The Music Festival runs from 24 to 28 February 2026. ANSA/ETTORE FERRARI
A Sanremo 2026 la storia di Paolo Sarullo, picchiato per un monopattino e finito in coma. Il suo messaggio: perdono, coraggio e stop alla violenza giovanile.
Sul palco dell’Ariston, tra musica e spettacolo, è arrivato uno dei momenti più intensi e dolorosi di Sanremo 2026. La storia di Paolo Sarullo, 25 anni, ha riportato l’attenzione su un tema che continua a scuotere il Paese: la violenza tra giovani e le sue conseguenze devastanti.
Durante la terza serata del Festival, il conduttore Carlo Conti ha scelto di dare spazio alla testimonianza del giovane di Albenga, diventato simbolo di una battaglia contro la violenza gratuita.
In collegamento, Paolo Sarullo ha parlato con parole semplici ma cariche di significato:
“Sono contento di essere qui. Stop alla violenza sui giovani”.
Il passaggio più forte è arrivato quando gli è stato chiesto del rapporto con chi lo ha aggredito:
“Se ho perdonato i miei aggressori? Sì. Vorrei dire loro che non deve più accadere a nessuno. Non si molla un ca**o”.
Il suo intervento ha trasformato per alcuni minuti il palco dell’Ariston in uno spazio di riflessione, mostrando come il Festival possa diventare anche un luogo per raccontare storie che riguardano l’intera società.
La vita di Paolo Sarullo è cambiata radicalmente nella notte del 19 maggio 2024. Dopo una serata in una discoteca nel savonese, il giovane stava tornando a casa con un amico quando è stato avvicinato da un gruppo di ragazzi.
Il motivo dell’aggressione era tanto banale quanto assurdo: volevano il suo monopattino elettrico.
Nel tentativo di difendersi, Paolo è stato colpito con un pugno che lo ha fatto cadere violentemente sull’asfalto. L’impatto alla testa ha provocato lesioni gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, è stato sottoposto a due interventi chirurgici complessi, della durata di circa 15 ore ciascuno.
Il giovane è rimasto in coma per tre mesi, mentre familiari e amici attendevano il suo risveglio.
Le indagini hanno portato all’identificazione dei responsabili: quattro giovani tra i 18 e i 20 anni e un minorenne. La Corte d’Appello ha confermato le condanne penali per l’autore del pugno e per i complici. I giudici hanno inoltre disposto un risarcimento provvisionale di 1 milione e 270 mila euro per Paolo e 200 mila euro per la madre.
Dopo il risveglio, la realtà si è rivelata durissima. L’uso delle braccia e delle gambe risultava gravemente compromesso, rendendo necessario un lungo percorso di recupero.
Da allora, Paolo Sarullo affronta ogni giorno un’intensa riabilitazione con fisioterapisti e logopedisti, concentrata su piccoli progressi e sulla riconquista dell’autonomia.
I miglioramenti sono lenti ma costanti, e la sua presenza a Sanremo 2026, anche solo attraverso un collegamento, rappresenta un segnale concreto di resilienza.
Il messaggio trasmesso dal giovane non è stato solo una testimonianza personale, ma un richiamo pubblico contro il bullismo e la violenza tra giovanissimi, fenomeni che continuano a generare conseguenze drammatiche in tutta Italia.
La sua storia, segnata da una notte di violenza e da una lunga battaglia per tornare a vivere, è diventata uno dei momenti più forti e significativi dell’edizione 2026 del Festival.
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