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Vannacci a Sanremo ammette: “Se Futuro Nazionale fallisce lascio la politica”

Roberto Vannacci, ospite al Festival di Sanremo, parla del suo progetto Futuro Nazionale e annuncia: “Se fosse una catastrofe, non sono idoneo e torno alla mia vita”.

Roberto Vannacci al Festival di Sanremo

Tra il pubblico del Festival di Sanremo, durante la serata delle cover, è comparso anche Roberto Vannacci.

L’europarlamentare, fuoriuscito dalla Lega, è stato ospite a Pulp, dove ha parlato della sua nuova piattaforma politica, Futuro Nazionale.

«Se fosse una catastrofe, vuol dire che non sono idoneo a questa attività», ha dichiarato riferendosi all’esito elettorale del suo movimento.

Una frase che suona come un impegno personale: in caso di risultato deludente, l’ex generale sarebbe pronto a lasciare la politica.

Tra musica e politica

Durante l’intervista, Vannacci ha raccontato il suo rapporto con la musica.

«Mi ricordo i cantautori De Andrè, De Gregori, che ascoltavo qualche anno fa. Visto che sono un boomer», ha detto.

Sui brani in gara ha ammesso: «Non li conosco, non ho visto finora le serate. Ero impegnato con il lancio di questa nuova esperienza. Ho avuto le serate impegnate».

«Sono qui da privato cittadino – ha aggiunto – sono venuto qui per una serata in tranquillità, rilassandomi e vedendo degli amici».

Il progetto Futuro Nazionale e l’ipotesi addio

Il movimento Futuro Nazionale, ha spiegato, è già stato formalmente costituito dal notaio.

La nascita politica ufficiale avverrà con l’assemblea costituente prevista per fine giugno.

«Chiediamo a chi vuole aderire di distinguersi sul campo, la squadra è in formazione. Previsioni? Buone. Nemmeno partito dato al 4 per cento in rampa di lancio», ha dichiarato.

E se il progetto non dovesse decollare?

«Ho una bellissima famiglia a cui dedicarmi, tanti hobby, tanti interessi. E ritornerei a fare quello che facevo prima».

Parole che segnano una linea netta tra ambizione politica e possibilità di un ritorno alla vita precedente, nel caso in cui il consenso elettorale non dovesse premiare il nuovo movimento.

Published by
Lorenzo Costantino

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