Giorgia Meloni a Bloomberg difende l’azione del governo: stabilità, calo dello spread, Sud locomotiva e riforma della giustizia per modernizzare il Paese.
Nel salone di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni traccia un bilancio della sua azione di governo in un’intervista a Bloomberg News.
“La stabilità che questo governo ha avuto, poiché la stabilità è anche prevedibilità per chi investe, fa totalmente la differenza”, afferma la premier, rivendicando un cambio di passo rispetto al passato.
Meloni sottolinea il crollo dello spread: “Lo spread era intorno ai 235 punti quando ci siamo insediati, adesso è stabilmente intorno ai sessanta, che non è solo un tema reputazionale, ma un tema economico perché significa risorse risparmiate, che verrebbero spese per interessi sul debito, che non dobbiamo più spendere”.
Secondo la premier, la credibilità internazionale avrebbe favorito una maggiore detenzione estera del debito pubblico italiano e rafforzato la fiducia dei mercati.
Particolare enfasi viene posta sul Mezzogiorno, che Meloni definisce “locomotiva” della crescita.
“Il Mezzogiorno d’Italia che era il fanalino di coda oggi è la locomotiva”, afferma, indicando nella Zona Economica Speciale unica uno degli strumenti chiave.
Sul lavoro, la presidente del Consiglio rivendica: “Un milione e duecentomila persone hanno trovato un impiego stabile sotto il nostro mandato. Diminuisce la precarietà, diminuisce la disoccupazione, aumenta l’occupazione femminile”.
Il governo, spiega, ha scelto di concentrare le risorse su incentivi ai salari, sostegno agli investimenti e formazione tecnica, con un’attenzione particolare alle materie STEM.
Sul fronte bancario, Meloni ribadisce il disimpegno dello Stato, citando il caso di Monte dei Paschi di Siena: “Il ruolo del governo è terminato, tanto che noi abbiamo anche annunciato che non parteciperemo alle nomine dei nuovi organismi di amministrazione e di controllo”.
Riguardo ai dazi tra Europa e Stati Uniti, la premier prende le distanze: “Penso che noi dovremmo andare nella direzione diametralmente opposta, è una decisione che non condivido”, spiegando che le restrizioni tariffarie rischiano di danneggiare produttori e consumatori.
Sul piano interno, centrale resta la riforma della giustizia. “Noi vogliamo liberare i giudici, vogliamo liberare il merito dei giudici dal gioco delle correnti”, afferma Meloni, difendendo la separazione delle carriere e il nuovo sistema di selezione per il Csm.
Infine, l’allarme sull’intelligenza artificiale: “Oggi noi non parliamo più di sostituire il lavoro di forza, oggi noi parliamo di sostituire il lavoro di intelletto”, avverte la premier, chiedendo una governance internazionale per evitare squilibri sociali e concentrazioni eccessive di ricchezza.
La linea tracciata da Meloni punta a un’Italia che, nelle sue parole, vuole essere stabile, competitiva e protagonista sullo scenario internazionale.
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