This handout picture released by the Chigi Palace Press Office on 05 January 2025 shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni meeting with US President-elect Donald Trump at his residence at Mar-a-Lago in Palm Beach, Florida, on 04 January 2025. ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ NPK +++
A DiMartedì Giuseppe Conte attacca Giorgia Meloni e i ministri Tajani e Crosetto sulla guerra in Medio Oriente: “Così l’Italia conta sempre meno”.
Durante la trasmissione DiMartedì su La7, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha criticato duramente la linea del governo italiano sulla crisi internazionale legata alla guerra tra Iran e l’asse Usa-Israele.
Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, dalle comunicazioni ufficiali del governo non emergerebbe una posizione chiara dell’Italia nello scenario internazionale.
“Il governo non sta gestendo la crisi, Crosetto e Tajani ieri hanno parlato, ma non abbiamo capito qual è la posizione dell’Italia”.
Conte ha ricordato lo scontro politico con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nei giorni precedenti lo aveva accusato di essere stato troppo vicino a Donald Trump quando guidava Palazzo Chigi. L’ex premier ha replicato rivendicando alcune scelte di politica estera compiute durante il suo mandato.
“Io ho parlato con la Merkel per convincerla a dare 209 miliardi all’Italia, io ho parlato con Trump… Però attenzione, prima di me i governi precedenti avevano fissato al 2% del Pil la spesa Nato, io l’ho fermata all’1,4 e ho convinto Trump che il mio Paese non poteva permetterselo, gli ho fatto accettare l’accordo con la Cina, gli ho spiegato che non l’avremmo seguito sul Venezuela…”.
Nel corso del confronto televisivo con il conduttore Giovanni Floris, il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato il motivo delle sue critiche al ministro degli Esteri.
“Contestavo che questo governo sta facendo il servo sciocco degli Stati Uniti”.
Alla domanda su quale sarebbe la strategia dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, Conte ha sostenuto che l’Italia avrebbe cambiato orientamento in politica estera senza però chiarire agli alleati quale sia la sua posizione.
“Vorrei ricordare che loro hanno cambiato completamente linea di politica estera rispetto a quanto sostenevano prima, ma non è la prima volta. Il vero tema oggi è che l’Italia conta ancora meno perché con gli alleati devi spiegare subito qual è la tua posizione”.
Il tema, secondo Conte, riguarda il peso dell’Italia negli equilibri internazionali e la capacità del governo di far valere le proprie scelte diplomatiche.
Negli ultimi giorni lo scontro politico tra maggioranza e opposizione si è intensificato proprio sulla gestione delle tensioni internazionali e sul ruolo che il Paese dovrebbe assumere nel conflitto mediorientale.
Nel suo intervento televisivo, Giuseppe Conte ha anche commentato la vicenda che riguarda il ministro della Difesa Guido Crosetto, finito al centro delle polemiche per il viaggio a Dubai durante una fase delicata della crisi internazionale.
“Sono rimasto turbato dall’audizione del ministro Crosetto perché ha aggiunto particolari che sono allarmanti e questo suo viaggio è diventato un mistero. Ha detto: ma noi sapevamo che c’era questo attacco imminente, non pensavo fosse quel fine settimana… sono cose allucinanti”.
Secondo Conte, la questione evidenzierebbe una mancanza di coordinamento all’interno dell’esecutivo proprio mentre la tensione internazionale cresce.
L’ex premier ha poi rivolto un attacco diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di seguire una linea eccessivamente allineata agli Stati Uniti.
“Se tu fai il servo sciocco, gli stessi alleati non ti rispettano più, non ti informano, pretendono soltanto e nulla danno, ed è quello che sta accadendo con noi, perché Giorgia Meloni cosa fa? Invoca in modo ridicolo un premio Nobel per Trump, va a Washington e promette acquisto di armi e gas americano zero tassazioni, quando arrivano i dazi dice ‘buona soluzione’, porta le spese che per noi sono insostenibili al 5% del Pil per la Nato, sottoscrive di tutto e poi prende gli schiaffi”.
Il confronto politico sulla politica estera dell’Italia resta quindi molto acceso, con l’opposizione che chiede chiarimenti sulla linea del governo e la maggioranza che difende le proprie scelte diplomatiche.
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