Addio di Alfonso Signorini alla direzione di Chi: lettera ai lettori e duro attacco a Fabrizio Corona dopo le accuse lanciate nel format Falsissimo.
Un addio che arriva dopo oltre trent’anni di lavoro e che segna una svolta inattesa nel mondo del gossip italiano. Con una lunga lettera pubblicata sull’ultimo numero del settimanale Chi, Alfonso Signorini annuncia ufficialmente la fine della sua esperienza da direttore, ma coglie anche l’occasione per lanciare un duro affondo contro Fabrizio Corona e il suo format “Falsissimo”.
La lettera si apre con parole dirette ai lettori che per anni hanno seguito il settimanale.
“Care lettrici, cari lettori arrivederci: inizio una nuova vita, ma vi terrò nel cuore”.
È l’ultimo numero di Chi che porta la firma di Alfonso Signorini come direttore. Una scelta maturata nel tempo e che segna la conclusione di una lunga esperienza professionale.
Nella lettera, il giornalista ripercorre i momenti che hanno segnato la sua carriera. Ricorda quando, più di trent’anni fa, decise di lasciare l’insegnamento per dedicarsi al giornalismo e contribuire alla costruzione del settimanale che negli anni sarebbe diventato uno dei punti di riferimento del gossip italiano.
Il momento della svolta arriva dopo decenni di lavoro. Signorini racconta che, a un certo punto, qualcosa si è incrinato dentro di lui.
“Fino a quando, lo confesso qui per la prima volta, qualcosa in me si è rotto. È successo all’improvviso. Non è stato un passaggio graduale”.
Nel racconto emerge il cambiamento interiore maturato durante gli anni della pandemia. Il periodo del Covid, spiega, ha modificato profondamente le sue abitudini e il suo modo di vedere la vita.
“Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”.
Nel suo racconto, Alfonso Signorini parla anche del confronto avuto con Marina Berlusconi, editrice del gruppo Mondadori.
Secondo quanto spiegato nella lettera, il dialogo con l’imprenditrice ha permesso di individuare una soluzione meno traumatica per il passaggio di consegne. Il ruolo è stato infatti affidato allo storico collaboratore Massimo Borgnis.
La decisione definitiva di lasciare la direzione editoriale del settimanale, tuttavia, è arrivata solo nei mesi più recenti.
“Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. E questo è il momento di farlo”.
Il giornalista racconta come negli ultimi anni il peso del lavoro sia diventato sempre più difficile da sostenere. Le giornate, scrive, apparivano meno luminose e anche i sorrisi risultavano più faticosi.
Una consapevolezza maturata lentamente, fino alla scelta di chiudere un capitolo importante della propria carriera.
Nel finale della lettera, Alfonso Signorini affronta per la prima volta pubblicamente anche le accuse lanciate nei suoi confronti da Fabrizio Corona nel format “Falsissimo”.
Il direttore uscente spiega di non aver mai voluto commentare quelle polemiche e ribadisce la sua intenzione di continuare su questa linea.
“Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune”.
Nella parte finale del messaggio, il riferimento alle polemiche diventa ancora più esplicito.
“Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie”.
E aggiunge:
“Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.
Il giornalista conclude spiegando che in futuro potrà chiarire meglio a cosa si riferiva nelle sue parole.
“Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo”.
La lettera segna così la chiusura ufficiale della lunga esperienza di Alfonso Signorini alla guida di Chi, dopo oltre tre decenni di attività nel mondo dell’informazione e dello spettacolo.
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