Aggressione sul tram del 17enne, Feltri: “Troppi delinquenti restano in Italia, servono espulsioni immediate”

Vittorio Feltri commenta il caso di Firenze e attacca: sicurezza ignorata per anni, troppi delinquenti stranieri restano in Italia nonostante precedenti.

Il caso del ragazzo di 17 anni aggredito su un tram a Firenze riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulle politiche migratorie. A intervenire con parole durissime è Vittorio Feltri, che analizza l’episodio e allarga il discorso al tema della criminalità e della gestione dei reati nel Paese.

Secondo il giornalista, quanto accaduto nel capoluogo toscano rappresenta un segnale allarmante che rompe uno schema consolidato delle cronache.

Feltri sul caso di Firenze: “Ora anche i maschi devono stare attenti”

Nel suo intervento, Vittorio Feltri parte dalla vicenda che ha coinvolto il giovane di 17 anni, addormentatosi su un tram dopo una serata con gli amici e poi trascinato fuori dal mezzo pubblico e aggredito.

“Temo che la tua domanda, per quanto possa sembrare provocatoria, sia purtroppo legittima. E sì: a questo punto non mi stupirei se anche i maschi iniziassero a guardarsi attorno con una certa prudenza”.

Feltri sottolinea come l’episodio rappresenti una novità inquietante raccontati negli ultimi anni.

“Il fatto di Firenze è inquietante proprio perché rompe uno schema. Un ragazzo di 17 anni si addormenta su un tram dopo una serata con amici e, invece di arrivare a casa, si ritrova trascinato fuori dal mezzo pubblico e vittima di un’aggressione. Non è una scena da romanzo noir, bensì cronaca”.

“I numeri non sono ideologici”: il riferimento ai dati sugli stupri

Nel suo ragionamento, Vittorio Feltri richiama anche alcune statistiche ufficiali del Ministero dell’Interno, sostenendo che i dati mostrerebbero una sproporzione tra popolazione e numero di reati.

“Ora, prima che qualcuno si affretti a gridare allo scandalo o al razzismo, conviene ricordare una cosa semplice: i fatti non sono ideologici e nemmeno i numeri. Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno, una quota molto consistente delle violenze commesse nel nostro Paese, circa il 44%, è attribuita a cittadini stranieri, ma si sa che gli stranieri uomini costituiscono il 4,5% o al massimo il 5% della popolazione”.

Il giornalista precisa che questo non significa che ogni immigrato sia responsabile di reati.

“Naturalmente questo non significa che ogni immigrato sia un criminale. Sarebbe una sciocchezza sostenerlo. Ma significa che negare il problema è altrettanto sciocco”.

L’attacco alla giustizia: “Chi delinque dovrebbe essere espulso”

Nell’ultima parte dell’intervento Vittorio Feltri torna sulla gestione dei criminali stranieri con precedenti penali.

Secondo il giornalista, il caso di Firenze mostrerebbe un problema strutturale nella gestione delle espulsioni.

Feltri sostiene che rimpatriare chi commette reati sarebbe spesso difficile per ragioni burocratiche e giudiziarie.

“E qui emerge uno dei grandi paradossi italiani: allontanare dal Paese chi delinque è complicato, rimpatriare è difficile, reso impossibile da una certa parte della magistratura, schierata a difesa della clandestinità, e così il problema rimane sul nostro territorio”.

Il giornalista conclude sostenendo la necessità di una linea più dura contro chi commette reati.

“Avremmo bisogno di una giustizia che non perdona e che rispedisce a casa chi sbaglia”.

Published by
Lorenzo Costantino

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