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Vannacci attacca Meloni sulla guerra: “Colpa di Putin? È una bufala”

Il generale Roberto Vannacci critica le parole della premier sulla guerra in Iran e avverte: crisi energetica e nuovi flussi migratori in arrivo.

Un attacco diretto alla linea del governo sulla crisi internazionale.
Roberto Vannacci, impegnato a promuovere il movimento politico Futuro Nazionale, è tornato a parlare di geopolitica e politica italiana durante un incontro al teatro Golden di Roma, dove ha presentato il libro di Abiel Mingarelli “Il tempo di Satana sta finendo”, di cui ha scritto la prefazione.

Nel corso dell’intervista concessa ai cronisti, il generale ha commentato le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele, criticando apertamente alcune dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Vannacci contro Meloni: “Putin non c’entra nulla”

Il punto più duro dell’intervento di Roberto Vannacci riguarda le parole della premier Giorgia Meloni, che aveva collegato l’attacco a Teheran alla violazione del diritto internazionale iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina.

Secondo il generale, quella ricostruzione non sarebbe convincente.

Io credo che quando Giorgia Meloni ha pronunciato queste parole non credesse nemmeno lei a ciò che stava dicendo. Tra l’altro, ho visto il filmato. E anche il linguaggio del corpo la tradiva. Si tratta di una bufala, Putin non c’entra nulla: è il famoso ha stato Putin…”.

Vannacci ha poi sostenuto che attribuire ogni crisi internazionale alla Russia sarebbe ormai diventato un automatismo nel dibattito politico.

Qualsiasi cosa succeda, ormai, è colpa sua… In realtà, il diritto internazionale non è mai stato rispettato. Se vogliamo elencare tutte le volte che un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu l’ha violato, bisognerebbe citare l’invasione del 1983 di Grenada, quella del 1989 di Panama, i bombardamenti sull’Iraq, quelli sulla Serbia… Tornando a ha stato Putin, quindi: non ci credeva nemmeno Giorgia Meloni…”.

“La situazione peggiorerà e pagheranno anche gli italiani”

Nel suo intervento Roberto Vannacci ha anche lanciato un allarme sulle possibili conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente.

Secondo il generale, l’escalation militare potrebbe avere effetti diretti sulla vita quotidiana dei cittadini.

Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione. Chi governa, oggi, ha il dovere di dirlo, di essere sincero. La comunicazione nei confronti dei cittadini deve essere trasparente. Bisogna dire loro che la situazione è grave. E probabilmente nei prossimi giorni peggiorerà ulteriormente”.

Il riferimento è soprattutto all’energia e alle possibili ripercussioni sui prezzi.

I prezzi del gas e del petrolio sono destinati ad aumentare. Le bollette, quindi, aumenteranno per le famiglie e per le aziende. Si sta destabilizzando un’area dalle risorse energetiche rilevanti. Per non parlare, poi, del flusso di immigrati che potremmo subire”.

Il progetto Futuro Nazionale e la corsa al Campidoglio

Durante l’incontro al teatro Golden di Roma, Roberto Vannacci ha parlato anche della crescita del movimento Futuro Nazionale, spiegando che il gruppo parlamentare sta lavorando su alcuni temi centrali della sua agenda politica.

Tra le priorità indicate dal generale restano sicurezza e remigrazione.

Il manipolo futurista opera per ora solo alla Camera. Chissà, forse presto avremo dei rappresentanti anche in Senato. Ma già opera in maniera molto attiva. Si è espresso, ad esempio, contro le armi all’Ucraina ed è pronto a presentare le sue proposte per il pacchetto sicurezza”.

Infine, Vannacci ha chiarito le voci su una possibile candidatura a sindaco della capitale.

No, non faccio come Calenda… La capitale merita una persona inserita nel suo tessuto sociale e competente. Non sarò io il candidato. Ma non è detto che Futuro Nazionale nel 2027 non individui una persona in grado di esserlo”.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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