Italia & Dintorni

Ungheria sequestra convoglio diretto in Ucraina: 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 kg d’oro

Autorità ungheresi fermano due mezzi blindati diretti in Ucraina con milioni in contanti e oro. Budapest apre un’indagine per sospetto riciclaggio.

Ungheria sequestra convoglio diretto in Ucraina con milioni in contanti

Un carico di denaro e metalli preziosi dal valore enorme è stato sequestrato dalle autorità dell’Ungheria mentre era diretto verso l’Ucraina.
A chiarire la natura del trasporto è stata la banca statale ucraina Oschadbank, che ha fornito i dettagli su quanto trasportato dai due mezzi blindati fermati durante il viaggio.

Secondo quanto dichiarato dall’istituto finanziario, all’interno dei veicoli erano presenti 40 milioni di dollari statunitensi, 35 milioni di euro e 9 chilogrammi di oro.

“Il valore degli oggetti presenti nei mezzi sequestrati ammonta a 40 milioni di dollari Usa, 35 milioni di euro e 9 kg di oro”.

Il convoglio stava effettuando un trasferimento di valuta dalla Raiffeisen Bank International, con sede in Austria, verso la stessa Oschadbank in Ucraina.
La banca ucraina ha spiegato che il trasporto sarebbe stato effettuato rispettando tutte le normative previste.

“Il carico è stato registrato in conformità con le norme internazionali sul trasporto e le attuali procedure doganali europee”.

Nonostante questa spiegazione, le autorità di Budapest hanno deciso di aprire un’indagine con l’ipotesi di riciclaggio di denaro.

Tensioni tra Viktor Orban e Volodymyr Zelensky

Il sequestro avviene in un momento di forte tensione diplomatica tra il governo ungherese guidato da Viktor Orban e quello ucraino guidato da Volodymyr Zelensky.

Negli ultimi mesi i rapporti tra i due Paesi si sono irrigiditi su diverse questioni strategiche, tra cui la gestione e la riparazione dell’oleodotto Druzhba, infrastruttura energetica fondamentale per l’Europa centrale.

Secondo l’Amministrazione nazionale delle imposte e delle dogane dell’Ungheria, solo nel corso di quest’anno enormi quantità di denaro e metalli preziosi sono transitate nel Paese con destinazione Ucraina.

Le cifre diffuse dalle autorità parlano di oltre 900 milioni di dollari, 420 milioni di euro e 146 chilogrammi di lingotti d’oro trasportati attraverso il territorio ungherese.

Questo flusso di capitali ha attirato l’attenzione delle autorità investigative, soprattutto quando avviene attraverso trasferimenti fisici di contante e metalli preziosi.

Perché l’Ucraina trasporta contanti e oro

Il trasporto di grandi quantità di denaro contante tra istituti bancari non è una pratica insolita nel sistema finanziario internazionale.
Nel caso dell’Ucraina, tuttavia, esistono alcune condizioni particolari che spiegano questo tipo di operazioni.

Dopo l’invasione russa, molte infrastrutture finanziarie del Paese sono state danneggiate e una parte consistente dell’economia continua a funzionare soprattutto con pagamenti in contanti.

Inoltre, numerosi cittadini ucraini preferiscono utilizzare il cash piuttosto che strumenti digitali, considerati meno sicuri in un contesto di guerra.

Un altro motivo riguarda la gestione delle riserve di valuta.
Le banche possono spostare dollari o euro tra caveau per riequilibrare le scorte, sostituire banconote danneggiate o rifornire filiali che hanno una forte domanda di contante.

Tuttavia, la presenza contemporanea di dollari, euro e lingotti d’oro nello stesso trasporto ha attirato l’attenzione delle autorità investigative.

Negli ultimi mesi l’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (Nabu) e la Procura anticorruzione Sapo hanno effettuato diversi sequestri di dollari nell’ambito di indagini su presunti episodi di corruzione che hanno coinvolto anche figure politiche di alto livello.

Tra i casi citati figura quello dell’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, accusato di aver ricevuto 1,2 milioni di dollari in contanti, e quello che coinvolge l’ex premier Yulia Tymoshenko, fotografata con mazzette di dollari durante un’indagine per corruzione.

Le indagini delle autorità ungheresi dovranno ora chiarire la natura del convoglio fermato e verificare se il trasporto rientrasse pienamente nelle operazioni bancarie autorizzate.

Published by
Lorenzo Costantino

This website uses cookies.