La posizione prudente di Giorgia Meloni sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran scatena le critiche delle opposizioni, che parlano di ambiguità politica.
La posizione del governo italiano sulla crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele accende lo scontro politico. Ospite della trasmissione “Fuori dal coro”, su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto una linea di estrema cautela rispetto all’operazione militare contro Teheran.
Incassata la domanda del conduttore Mario Giordano su una eventuale condanna dell’intervento militare, la premier ha risposto con una formula destinata a far discutere.
“Proprio perché non sono afona, risponderei nessuno dei due. Non ho gli elementi necessari per prendere una posizione categorica”.
Secondo Meloni, nessun leader europeo – ad eccezione del premier spagnolo Pedro Sánchez – avrebbe espresso una condanna formale dell’operazione. Per questo motivo l’Italia, ha spiegato, non intende assumere una posizione isolata rispetto agli alleati dell’Unione Europea e della Nato.
La presidente del Consiglio ha inoltre precisato che l’Italia non è coinvolta direttamente nel conflitto.
“L’Italia non è parte del conflitto e non intende esserlo”.
La premier ha quindi ribadito che il rafforzamento della presenza militare italiana nell’area del Golfo ha esclusivamente finalità difensive.
Nel corso dell’intervista, Giorgia Meloni ha richiamato anche le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva definito l’operazione militare “fuori dal diritto internazionale”.
La presidente del Consiglio ha però aggiunto che il quadro globale degli ultimi anni ha profondamente alterato gli equilibri internazionali.
Secondo la premier, l’ordine internazionale basato sulle regole sarebbe stato già compromesso da eventi come la guerra in Ucraina iniziata con l’invasione russa decisa dal presidente Vladimir Putin.
Nel ragionamento di Meloni, la crisi attuale si inserisce in una fase di forte instabilità geopolitica, aggravata anche dal fallimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Per questo motivo il governo italiano ritiene prioritario mantenere una linea diplomatica e prudente, evitando dichiarazioni che possano alimentare ulteriormente la tensione internazionale.
Le parole della premier hanno però provocato una reazione immediata da parte delle opposizioni parlamentari.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito la posizione del governo “ridicola”, chiedendo una condanna esplicita dell’attacco militare e chiarimenti sull’eventuale utilizzo delle basi italiane.
Conte ha inoltre criticato la scelta della presidente del Consiglio di intervenire attraverso interviste televisive piuttosto che in un confronto parlamentare.
Anche il responsabile Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano, ha attaccato duramente la linea del governo.
“Mentre infuria la guerra di Trump e Netanyahu in Medio Oriente e il Mediterraneo scivola nel caos. Mentre i cittadini iniziano a pagare i costi energetici del conflitto, rischia di ripartire l’inflazione e di fermarsi l’economia. Mentre sono in gioco i nostri principi e i nostri interessi, finalmente Giorgia Meloni ha parlato. Ecco tutto quello che è riuscita a dire. ‘Non condivido e non condanno’. Il manifesto dell’ignavia del Governo”.
Anche Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra avevano già contestato nei giorni precedenti le comunicazioni in Parlamento dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla crisi nel Medio Oriente.
Secondo le opposizioni, la posizione del governo rischierebbe di apparire ambigua proprio mentre cresce la tensione internazionale e aumentano i possibili effetti economici e di sicurezza per l’Italia.
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