Uno studente di Mestre multato sul treno dopo un errore nella data di nascita sull’abbonamento acquistato dal padre. La famiglia contesta il provvedimento e annuncia ricorso legale.
La vicenda è iniziata con un semplice errore durante l’acquisto online di un abbonamento ferroviario, ma si è trasformata rapidamente in un caso che ha provocato polemiche e una sanzione molto pesante. Protagonista della storia è uno studente di Mestre, appena diciannovenne, che si è ritrovato a dover pagare una multa superiore ai 500 euro per un dato inserito in modo errato nel titolo di viaggio acquistato dal padre.
L’uomo aveva comprato un abbonamento trimestrale per consentire al figlio di spostarsi ogni giorno in treno tra casa e scuola. Durante la compilazione del modulo online, però, aveva inserito per errore la propria data di nascita al posto di quella del ragazzo. Tutti gli altri dati risultavano corretti: nome, cognome e residenza coincidevano perfettamente con quelli dello studente. L’unica informazione sbagliata era proprio la data di nascita.
La svista è emersa durante un controllo a bordo di un treno regionale veloce partito da Padova e diretto verso Mestre. Da quel momento la situazione è degenerata, trasformando un errore materiale in una contestazione formale con conseguenze economiche rilevanti.
Quando il giovane ha mostrato il proprio abbonamento al controllore in servizio sul convoglio, quest’ultimo ha immediatamente notato l’anomalia nella data di nascita. Il ragazzo ha spiegato che si trattava di un errore commesso dal padre durante l’acquisto online e ha chiarito che il titolo di viaggio era stato regolarmente pagato.
Nonostante le spiegazioni fornite sul momento, il controllore non ha ritenuto valida la giustificazione. Nel verbale compilato a bordo del treno è stata infatti indicata la contestazione di “abuso o tentato abuso” del titolo di viaggio.
Per lo studente è quindi scattata una sanzione amministrativa iniziale di 270 euro. La situazione però non si è fermata lì. Secondo quanto raccontato dal ragazzo ai familiari, pochi minuti prima della fermata prevista per scendere, il controllore lo avrebbe raggiunto nuovamente per comunicargli che nel verbale era stato commesso un errore di compilazione.
Il giovane sarebbe stato quindi invitato a restare a bordo del treno fino alla stazione successiva per consentire la correzione del documento. Il ragazzo avrebbe spiegato di dover scendere perché aveva un appuntamento dal dentista, ma il controllore gli avrebbe chiesto di rimanere comunque sul convoglio.
Il viaggio è proseguito così fino alla stazione di Venezia, dove la situazione è stata definita con la redazione del nuovo verbale.
Una volta arrivato a Venezia, il verbale è stato corretto e l’importo della sanzione è aumentato sensibilmente. La multa è stata infatti ricalcolata fino a raggiungere la cifra di 493,72 euro.
A quel punto lo studente aveva già perso l’appuntamento medico e la possibilità di tornare immediatamente a casa. L’episodio ha generato forte irritazione nella famiglia, che si è rivolta alla biglietteria per cercare di correggere l’errore presente sull’abbonamento.
Secondo quanto riferito dalla madre del ragazzo, però, la richiesta non sarebbe stata accolta. La donna ha spiegato che gli operatori avrebbero comunicato l’impossibilità di modificare la data di nascita inserita nel titolo di viaggio già emesso.
“Ci hanno detto che non si poteva fare”, ha raccontato la madre dello studente, spiegando la risposta ricevuta allo sportello.
Alla fine della vicenda la famiglia ha dovuto affrontare un esborso complessivo molto più alto rispetto alla sanzione iniziale. Oltre alla multa di circa 500 euro, i genitori hanno dovuto pagare anche 155,50 euro per acquistare un nuovo abbonamento ferroviario, dato che quello precedente non poteva più essere considerato valido a causa dell’errore.
La somma complessiva supera quindi i 650 euro.
I genitori del ragazzo hanno annunciato l’intenzione di contestare formalmente il provvedimento. L’obiettivo è impugnare la sanzione nelle sedi competenti, sostenendo che l’errore fosse chiaramente materiale e che il titolo di viaggio fosse stato regolarmente pagato.
Il caso, partito da un semplice errore nella compilazione dei dati online, si è così trasformato in una controversia che potrebbe proseguire in sede legale.
This website uses cookies.