Tommaso Cerno attacca la sinistra accusandola di dimenticare scelte passate su guerre e basi militari, mentre oggi critica riforme e governo guidato da Giorgia Meloni.
Le parole di Tommaso Cerno entrano con decisione nel confronto politico sulla riforma della giustizia e sul referendum, con un attacco diretto alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e all’opposizione.
Il giornalista parte da un ricordo generazionale per spiegare quello che considera un atteggiamento ricorrente nella sinistra italiana.
“Per noi boomer c’era la Smemoranda, il diario della gauche che trovava di moda non ricordare le cose. Una moda trasformata nell’era di Elly Schlein in ipocrita strategia politica.”
Secondo Cerno, oggi l’opposizione preferirebbe non affrontare alcuni temi, a partire dal referendum sulla giustizia, evitando di prendere una posizione chiara.
Il commento punta anche contro alcune figure del mondo giudiziario che negli ultimi giorni sono intervenute nel dibattito pubblico.
Nel suo intervento, Tommaso Cerno sostiene che spesso emergerebbero ricordi scomodi quando qualcuno ricorda le posizioni sostenute in passato da esponenti della stessa area politica.
Nel suo commento, Cerno sostiene che la polemica sulla separazione delle carriere dei magistrati sarebbe segnata da contraddizioni politiche.
Il giornalista afferma infatti:
“Del referendum nemmeno parla, ogni volta che un giudice cantore del No parla in televisione compare qualcuno che, carte alla mano, gli ricorda che poco tempo fa stavano tutti schierati per la separazione delle carriere, che oggi contestano solo perché non gli piace che la riforma della giustizia la firmi la stessa maggioranza di centrodestra che ha portato una donna a palazzo Chigi.”
Il riferimento è alla maggioranza guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna a ricoprire il ruolo di capo del governo in Italia.
Secondo l’analisi di Tommaso Cerno, lo scontro politico sarebbe quindi alimentato anche da un confronto identitario tra maggioranza e opposizione.
Nel suo intervento, Cerno richiama anche alcune decisioni prese da governi di centrosinistra in materia di politica estera e rapporti con gli Stati Uniti.
Il giornalista cita il ruolo dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, ricordando l’autorizzazione concessa nel 1999 per l’utilizzo della base di Aviano, in Friuli, durante le operazioni militari legate alla guerra del Kosovo.
Nel commento vengono ricordate anche le operazioni militari internazionali successive, tra cui l’intervento in Libia del 2011 denominato Odyssey Dawn, durante la presidenza americana di Barack Obama, e le missioni contro l’Isis avviate dal 2014.
Secondo Cerno, in quelle occasioni le infrastrutture militari italiane avrebbero avuto un ruolo strategico per le operazioni.
Il giornalista aggiunge poi un ulteriore riferimento alla collaborazione militare tra Italia e Stati Uniti, ricordando il periodo del governo guidato da Paolo Gentiloni.
“Sotto Paolo Gentiloni l’Italia ha fornito supporto attivo agli Usa contro l’Isis, concedendo la base di Sigonella per missioni armate. Allora il presidente degli Stati Uniti si chiamava Donald Trump. Non era un omonimo. Solo che Giorgia Meloni non era ancora l’unica ossessione della sinistra de noantri.”
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