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Il sottosegretario Mantovano duro con Gratteri: “Da lui solo minacce”

Il sottosegretario Alfredo Mantovano critica le parole di Nicola Gratteri, difende la riforma della giustizia e lancia l’allarme sui rischi della crisi in Medio Oriente.

Alfredo Mantovano critica Nicola Gratteri sulle parole contro un giornalista

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervistato da SkyTg24, ha affrontato diversi temi politici e istituzionali, soffermandosi sulle recenti dichiarazioni del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, rivolte a un giornalista del Foglio.

Secondo Mantovano, le parole del magistrato non possono essere considerate semplici opinioni.
Il sottosegretario ha spiegato:
Sono espressioni che certamente quando vengono adoperate da un procuratore della Repubblica non sono semplici opinioni, soprattutto quando hanno un velo neanche tanto sottile di minaccia nei confronti di un giornalista.

Nel suo intervento Mantovano ha poi richiamato ironicamente una frase utilizzata dallo stesso magistrato.
Questa espressione, ‘resa dei conti’, vorrei prenderla in prestito dal dottor Gratteri, sperando che non mi quereli per questo, perché c’è una fascia significativa e autorevole della sinistra italiana che è favorevole a questa riforma.

Secondo il sottosegretario, questo dimostrerebbe come il progetto di riforma della giustizia non sia legato esclusivamente alla maggioranza di centrodestra, ma rappresenti “la conseguenza coerente di un percorso”.

La riforma della giustizia e la sfida agli oppositori

Nel corso dell’intervista, Mantovano ha respinto le accuse di chi sostiene che la riforma possa portare a un controllo politico della magistratura.

Il sottosegretario ha affermato:
È vero esattamente il contrario.

E ha invitato apertamente i sostenitori del “no” a indicare eventuali norme che possano giustificare queste accuse.
Invito chiunque, in particolare fra i sostenitori del ‘no’, a trovare un articolo, un comma, una virgola, una parola che vadano nella direzione della subordinazione della magistratura alla politica.

Secondo Mantovano, nella nuova impostazione costituzionale emergerebbero due concetti centrali: autonomia e indipendenza.
Questi principi, ha spiegato, devono valere non soltanto nei rapporti tra magistratura e altri poteri dello Stato, ma anche nei confronti delle correnti interne alla stessa magistratura.

Il sottosegretario ha aggiunto che l’influenza delle correnti sulle carriere e sui procedimenti disciplinari avrebbe nel tempo inciso sull’indipendenza dei magistrati, con conseguenze anche per i cittadini.

Le nuove norme, ha precisato, non rappresenteranno “una bacchetta magica”, ma potrebbero contribuire a ridurre il peso delle correnti nella gestione della magistratura.

Nel corso dell’intervista Mantovano ha preso le distanze anche dalle parole del capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, definendole “certamente infelici” e sottolineando che affermazioni di questo tipo “non aiutano assolutamente” il confronto sul merito della riforma.

La crisi in Medio Oriente e la sicurezza dei militari italiani

Nel passaggio finale dell’intervista, Mantovano ha affrontato anche la situazione internazionale, soffermandosi sulla crisi in Medio Oriente e sulle possibili conseguenze per l’Italia.

Il sottosegretario ha spiegato che il livello di preoccupazione è molto elevato, soprattutto per i contingenti italiani impegnati nelle aree più delicate.

La preoccupazione è elevata proprio perché i nostri militari sono esposti nelle zone più a rischio nella ripresa del conflitto tra Hezbollah e Israele oltre che nell’esplosione del conflitto nell’area del Golfo.

I militari italiani, ha assicurato, operano seguendo procedure precise e regole di ingaggio rigorose.

Grazie al lavoro coordinato del Ministero degli Esteri, dell’intelligence e della Protezione civile, ha spiegato Mantovano, sono rientrati in Italiapraticamente tutti” i cittadini italiani rimasti coinvolti nelle tensioni della regione, compresi coloro che si trovavano negli Emirati solo per transito.

Rimane tuttavia forte la preoccupazione per gli effetti economici e sociali che il conflitto potrebbe avere nei prossimi mesi.

Il sottosegretario ha sintetizzato la situazione con una valutazione molto chiara:
Da uno a dieci la preoccupazione è certamente dieci.

Published by
Emanuele Larocca

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