Scontro acceso tra Giuseppe Cruciani e Brando Benifei a Dritto e Rovescio sulla guerra in Iran e sulle radici politiche della sinistra italiana.
Dibattito acceso nello studio di “Dritto e Rovescio”, il talk show di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio.
Durante la trasmissione il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani ha avuto uno scontro diretto con l’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei.
La discussione è partita da un riferimento storico al Partito Comunista Italiano e alle posizioni assunte dal Pci alla fine degli anni Settanta.
Cruciani ha affermato:
“Lei è l’erede del Partito Comunista italiano. Ho visto in questi giorni dei fantastici manifesti che rievocavano la posizione presa dal Pci nel 1979, lei per le posizioni che ha è il perfetto erede.”
La dichiarazione ha provocato la reazione immediata dell’europarlamentare dem.
Brando Benifei ha interrotto il giornalista con una risposta molto diretta.
L’eurodeputato del Partito Democratico ha dichiarato:
“Meglio essere eredi del Partito Comunista italiano che del Partito Fascista!”
A quel punto Giuseppe Cruciani ha replicato con toni più pacati, respingendo l’idea di appartenere a una tradizione politica specifica.
Il conduttore de “La Zanzara” ha spiegato:
“Io non sono erede di nulla, per cui si rivolga ad altri. Sono erede al massimo di mia madre, mio padre e mio nonno. Mio nonno era monarchico se proprio lo voleva sapere.”
Nel corso del confronto Cruciani ha ribadito che il suo riferimento riguardava esclusivamente alcune posizioni storiche del Pci.
Ha aggiunto:
“Io non sto dicendo che lei è un criminale, ma solo che è erede di una tradizione di un partito che nel ’79 salutò la caduta dello scià come un grande trionfo ed era alleato dell’attuale carnefice del popolo iraniano. Questo era il partito comunista del ’79.”
Il dibattito televisivo si è poi spostato sulla situazione internazionale e sulla crisi in Iran, con riferimento agli sviluppi geopolitici legati agli Stati Uniti e a Israele.
Secondo Giuseppe Cruciani, una parte della sinistra italiana reagirebbe in modo diverso a seconda di chi guida le operazioni militari internazionali.
Il giornalista ha dichiarato:
“Quando ci sono iniziative militari di presidenti democratici, non sono così indignati come nel caso di Trump.”
Nel suo intervento Cruciani ha sostenuto che l’obiettivo principale delle critiche sarebbe il governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ha aggiunto:
“L’obiettivo è attaccare il governo Meloni, non è che pensate alla salvezza della società iraniana, non ve ne frega niente.”
Brando Benifei ha provato a replicare alle accuse, sostenendo che la posizione della sinistra non sarebbe legata a un pregiudizio politico.
Ma Cruciani ha insistito nella sua interpretazione del dibattito politico.
Il confronto televisivo si è così concluso con uno scontro diretto tra i due protagonisti, simbolo delle divisioni politiche che attraversano il dibattito italiano sulla crisi internazionale e sulle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni.
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