Elly Schlein accusa il governo Meloni sulla crisi in Iran: no all’uso delle basi italiane e interventi urgenti contro il caro carburanti.
La crisi internazionale legata alla guerra in Iran entra con forza nel dibattito politico italiano. In un’intervista al Corriere della Sera, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rivolto critiche dirette alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo al governo una posizione più netta rispetto all’offensiva militare dell’amministrazione guidata da Donald Trump.
Secondo la leader dem, l’escalation militare rischia di avere conseguenze pesanti anche per l’Italia, sia sul piano economico sia su quello politico.
“Dall’aumento dei prezzi guadagnano solo Trump e Putin”.
Nel suo intervento Elly Schlein ha sostenuto che le mosse dell’ex presidente degli Stati Uniti favorirebbero indirettamente anche il presidente russo Vladimir Putin, soprattutto sul piano energetico.
“Naturalmente Putin se ne avvantaggerà per continuare a finanziare la sua invasione criminale in Ucraina”.
La segretaria del Partito Democratico ha citato anche studi economici secondo cui l’Italia sarebbe tra i Paesi più esposti agli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti.
Nel corso dell’intervista Elly Schlein ha posto l’attenzione anche sulle conseguenze economiche della crisi internazionale.
Secondo la leader dem, l’aumento dei prezzi dei carburanti starebbe già pesando sulle famiglie e sulle imprese italiane.
Schlein ha parlato di costi aggiuntivi pari a circa 16,5 milioni di euro al giorno per i rifornimenti di carburante, chiedendo al governo di intervenire rapidamente con misure di sostegno.
“Si devono sbrigare. Gli extraprofitti e il maggior gettito IVA legati all’aumento dei prezzi vanno immediatamente restituiti a cittadini e imprese”.
La segretaria del Partito Democratico ha indicato come possibile soluzione il meccanismo delle accise mobili per ridurre il peso del caro carburanti.
Uno dei punti più critici sollevati da Elly Schlein riguarda il possibile utilizzo delle basi militari italiane per operazioni statunitensi legate al conflitto con l’Iran.
La leader del Partito Democratico ha chiesto al governo di chiarire la propria posizione e di escludere esplicitamente un coinvolgimento militare.
“Chiediamo al governo di chiarire subito che negherebbe l’autorizzazione, anche perché si porrebbe in contrasto con la nostra Costituzione”.
Schlein ha replicato anche alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi aveva sostenuto che sarebbe “folle” per l’Italia chiamarsi fuori da un eventuale supporto logistico agli alleati.
“Meloni dice che sarebbe folle chiamarci fuori e io dico che è incostituzionale starci dentro”.
Nel suo intervento Elly Schlein ha inoltre criticato l’aumento della spesa militare richiesto da Donald Trump, sostenendo che una maggiore dipendenza dagli armamenti statunitensi rischierebbe di ridurre l’autonomia strategica dell’Europa.
La segretaria dem ha comunque ribadito una posizione critica anche nei confronti della leadership iraniana.
“Khamenei è un dittatore sanguinario che nessuno rimpiangerà”.
Secondo Elly Schlein, eventuali cambiamenti politici in Iran dovrebbero arrivare dal popolo iraniano e non da interventi militari esterni.
Nel finale dell’intervista la segretaria del Partito Democratico ha affrontato anche il tema del referendum sulla riforma della giustizia previsto per il 22 e 23 marzo.
Schlein ha accusato il governo guidato da Giorgia Meloni di voler utilizzare la riforma per indebolire l’autonomia della magistratura.
“La giustizia non è perfetta, ma di certo non migliora mettendo i giudici sotto il controllo del governo”.
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