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Bambino autistico retrocesso dalle medie alle elementari a metà anno, la mamma: “E’ un’ingiustizia”

Un bambino autistico viene retrocesso dalla prima media alle elementari dopo una sentenza, nonostante voti positivi. La madre chiede il ritorno immediato in classe.

Bambino autistico retrocesso: la decisione a metà anno scolastico

Una vicenda complessa scuote il mondo scolastico e coinvolge un bambino di undici anni affetto da disturbo dello spettro autistico. Il minore, iscritto regolarmente alla prima media all’inizio dell’anno scolastico, aveva iniziato il percorso senza particolari difficoltà, inserendosi progressivamente nel nuovo ambiente educativo.

Secondo quanto riferito dalla famiglia, il rendimento scolastico risultava positivo. Il bambino aveva ottenuto una media del 7 nel primo quadrimestre, segnale di un percorso considerato adeguato rispetto agli obiettivi didattici previsti.

Nonostante ciò, nel mese di gennaio, a metà anno scolastico, è arrivata una decisione destinata a cambiare radicalmente la sua quotidianità. Su disposizione del Tar, a seguito di un ricorso presentato dal padre, il minore è stato bocciato e retrocesso dalla prima media alla quinta elementare.

Il trasferimento è avvenuto all’interno dello stesso istituto comprensivo, ma con un impatto significativo sulla stabilità del bambino, costretto a lasciare la classe frequentata fino a quel momento per essere inserito tra alunni più piccoli.

Il ricorso e lo scontro tra Tar e Consiglio di Stato

Di fronte alla decisione, la madre ha deciso di intraprendere un’azione legale, rivolgendosi al Consiglio di Stato. Nei giorni scorsi, il massimo organo della giustizia amministrativa ha disposto la sospensione dell’efficacia della sentenza del Tar, accogliendo le richieste della donna.

Nonostante questo provvedimento, il bambino risulta ancora inserito nella classe quinta elementare, in attesa che la situazione venga definitivamente chiarita.

La vicenda si inserisce in un contesto di contrapposizione tra decisioni giudiziarie, con effetti concreti sulla vita scolastica del minore. Il caso evidenzia una situazione in cui le procedure legali incidono direttamente sul percorso educativo, generando incertezza e cambiamenti repentini.

La mancata esecuzione immediata della sospensione ha prolungato una condizione già ritenuta critica dalla famiglia, con conseguenze che riguardano sia l’aspetto didattico sia quello personale.

La protesta della madre e le conseguenze sul bambino

La madre del minore ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni della decisione.

Spero che l’istituto scolastico ottemperi rapidamente a quanto stabilito dal Consiglio di Stato – anche perché si sta pregiudicando l’equilibrio psico-fisico di mio figlio e il suo diritto allo studio”, ha dichiarato.

Secondo quanto riferito, il cambiamento improvviso avrebbe interrotto un percorso di adattamento già consolidato. L’allontanamento dalle abitudini quotidiane e dal gruppo classe avrebbe inciso sulla stabilità del bambino.

Marco ha svolto in modo proficuo il percorso scolastico delle elementari e nel primo quadrimestre, in prima media, ha ottenuto la media del 7: la sua bocciatura non è stata neppure valutata dal Consiglio di classe, è illegittima e ingiusta”, ha aggiunto la madre.

La richiesta avanzata è chiara: il ritorno immediato del figlio nella classe di prima media.

Mio figlio venga rimesso subito nella sua classe”, ha concluso.

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Claudia De Napoli

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