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Inghilterra, morti due giovani per meningite, primi contagi anche in Francia: “Situazione senza precedenti”

Focolaio di meningite nel Kent con 15 casi e due morti, studenti coinvolti e primo contagio in Francia, ministero parla di emergenza senza precedenti

Il focolaio cresce rapidamente tra studenti e scuole, mentre le autorità lanciano l’allerta e temono una diffusione oltre i confini britannici.

Allarme meningite nel Kent: casi in aumento tra studenti

Nel sud dell’Inghilterra, nel Kent, è scattato un allarme sanitario per un focolaio di meningite che sta colpendo soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni.
I casi confermati sono saliti a 15, secondo l’UK Health Security Agency, con almeno quattro infezioni attribuite al ceppo B, considerato tra i più pericolosi.

Il bilancio è aggravato da due vittime: uno studente universitario di 21 anni e una ragazza di 18 anni, Juliette Kenny, entrambi ricoverati prima del decesso.
Il primo caso è stato segnalato il 13 marzo ed è collegato all’Università del Kent a Canterbury, dove si concentra il nucleo principale del focolaio.

Il ministro della Salute britannico Wes Streeting ha definito la situazione “senza precedenti” e “in rapido sviluppo”, sottolineando la gravità dell’emergenza: “I miei pensieri vanno alle famiglie e agli amici dei due ragazzi che purtroppo non ce l’hanno fatta. Non riesco nemmeno a immaginare quello che stanno passando”.

Le autorità hanno avviato immediatamente il tracciamento dei contatti e la somministrazione preventiva di antibiotici, con centinaia di studenti e frequentatori di locali coinvolti.

Contagio oltre i confini: primo caso collegato in Francia

Il focolaio ha già superato i confini del Regno Unito, con un caso confermato in Francia legato a uno studente che aveva frequentato l’ateneo di Canterbury.
Un elemento che ha aumentato il livello di attenzione internazionale e rafforzato i controlli sanitari.

Quattro scuole della zona risultano coinvolte, tra cui la Highworth Grammar School di Ashford, dove uno studente è stato ricoverato con sintomi sospetti.
L’università ha attivato una comunicazione diretta verso circa 16.000 persone tra studenti e personale.

Secondo gli esperti, la diffusione del batterio richiede contatti ravvicinati e prolungati, come la condivisione di oggetti o baci, rendendo meno probabile una trasmissione casuale.
Tuttavia, il timore principale riguarda gli spostamenti degli studenti, soprattutto con l’avvicinarsi delle vacanze, che potrebbero facilitare la diffusione.

Vaccini, paura e corsa alle farmacie

L’emergenza ha scatenato una forte reazione tra famiglie e studenti, con un aumento improvviso della richiesta di vaccini contro il meningococco B.
Il vaccino è stato introdotto nel sistema sanitario britannico nel 2015 solo per i neonati, lasciando scoperta gran parte della popolazione più giovane.

Per questo motivo, le autorità stanno valutando l’estensione della campagna vaccinale anche agli adolescenti e agli universitari.
Nel frattempo, è già partita una somministrazione mirata per gli studenti che vivono nei residence universitari.

Le farmacie segnalano difficoltà nel gestire la domanda: l’87% degli esercizi ha registrato richieste senza precedenti, con decine di prenotazioni concentrate in poche ore.
Le scorte risultano limitate e molti fornitori non riescono a soddisfare le richieste.

Le autorità sanitarie invitano a prestare attenzione ai sintomi principali, tra cui febbre alta, mal di testa intenso, rigidità del collo e comparsa di eruzioni cutanee, raccomandando un accesso immediato al pronto soccorso in caso di sospetto.

La situazione resta sotto monitoraggio costante mentre proseguono le misure di contenimento per evitare un’ulteriore diffusione del contagio.

Published by
Lorenzo Costantino

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