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Feltri sul caso del cardinale Becciu: “Processo falsato, crocifisso mediaticamente, ora chi paga?”

Vittorio Feltri attacca sul caso Becciu: “Processo annullato, violato il diritto, distrutta una reputazione. Ora chi risponde di questo scempio?”.

Feltri: “Crocifissione preventiva, processo viziato dall’inizio”

Dopo la decisione della Corte d’Appello vaticana che ha annullato il processo, Vittorio Feltri interviene con parole durissime sul caso del cardinale Angelo Becciu.

Il giornalista parla di una vera e propria ingiustizia costruita fin dall’origine.

“Martedì, la Corte d’Appello ha annullato questo Golgota fasullo, ingiusto, annullando non solo la sentenza ma anche il rinvio a giudizio”.

Feltri descrive quanto accaduto come una “crocifissione preventiva”, avvenuta senza reali possibilità di difesa.

“Si è impedito loro di difendersi. E questo, in qualsiasi ordinamento che voglia dirsi civile, si chiama una cosa sola: violazione del diritto”.

“Norme segrete e reputazione distrutta”: l’accusa alla magistratura vaticana

Nel suo intervento, Vittorio Feltri punta il dito contro il sistema giudiziario vaticano, parlando di gravi anomalie procedurali.

Il processo, secondo quanto emerso, sarebbe stato costruito su una norma mai resa pubblica.

“Il procedimento si è sviluppato sulla base di una legge scritta dal Papa, segretata, mai promulgata, mai resa conoscibile agli imputati”.

Una condizione che, secondo Feltri, avrebbe compromesso completamente la regolarità del processo.

“La norma, se non puoi leggerla, non è legge: è arbitrio”.

Il giornalista denuncia anche il ruolo dei media.

“Nessuno osa alitare un dubbio. Nessuno tra i grandi giornali, nessuno tra quelli ecclesiastici”.

E critica il trattamento riservato alla notizia dell’annullamento.

“Adesso delicatamente ripongono il cadavere leggermente riabilitato di Becciu nella cronaca romana”.

Il nodo politico e il ruolo del Papa: “Chi ripara questo danno?”

Feltri solleva poi una questione più ampia, che coinvolge anche le istituzioni ecclesiastiche.

“Chi sanerà le ferite per questa esposizione ostinata, avendo contro Stato e Chiesa, popolo e prelati, giornali e televisioni?”.

Nel suo ragionamento entra anche la figura del Pontefice, indicato come parte di un sistema che avrebbe prodotto decisioni contestate.

“Mi ostino a ritenerlo anch’egli una vittima”.

Il giornalista sottolinea il silenzio di molti protagonisti.

“Quando tutti dicono la stessa cosa, non è perché hanno capito: è perché hanno smesso di guardare”.

Ora, dopo l’annullamento del processo, si apre una nuova fase.

“Il processo ricomincerà a giugno. Ma finalmente ad armi pari. Senza norme segrete”.

Published by
Lorenzo Costantino

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