Roberta Bruzzone indagata per stalking dopo denuncia di Elisabetta Sionis: la criminologa respinge le accuse e annuncia battaglia legale, indagini ora trasferite a Roma
Un’inchiesta delicata, accuse pesanti e una replica durissima: il caso che coinvolge Roberta Bruzzone si trasforma in uno scontro giudiziario ad alta tensione.
La criminologa Roberta Bruzzone è ufficialmente indagata con l’accusa di stalking nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura di Cagliari. Secondo i magistrati, la professionista avrebbe posto in essere condotte persecutorie nei confronti della pedagogista e giudice onorario Elisabetta Sionis.
Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunti attacchi online, tra cui messaggi, post sui social e contenuti ritenuti offensivi, compresi fotomontaggi e allusioni a sfondo sessuale. Gli episodi contestati si sarebbero sviluppati nell’arco di diversi anni e coinvolgerebbero anche altre tre persone.
Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata dalla stessa Sionis, con cui sarebbero emerse tensioni professionali legate a un procedimento giudiziario particolarmente delicato.
La vicenda, già complessa, si inserisce in un contesto più ampio di contrasti tra le due professioniste, destinato ora a trovare un primo chiarimento nelle sedi giudiziarie.
Il rapporto tra Roberta Bruzzone ed Elisabetta Sionis si sarebbe incrinato durante il procedimento relativo al caso di Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto nel 2011.
In quel contesto, le due donne ricoprivano ruoli contrapposti: la Bruzzone affiancava la vittima, mentre la Sionis assisteva la suocera, che ha sempre sostenuto una versione alternativa dei fatti.
Da quel momento sarebbero iniziati attriti sempre più evidenti, sfociati poi in accuse reciproche. Non a caso, nell’ambito della stessa inchiesta risulterebbe indagata anche la stessa Sionis, con l’ipotesi di diffamazione aggravata per alcuni contenuti pubblicati in passato.
La presenza di denunce incrociate rende il quadro ancora più intricato, con entrambe le parti che rivendicano la propria posizione e contestano le ricostruzioni avverse.
Di fronte alle accuse, Roberta Bruzzone ha scelto di replicare con un comunicato dai toni netti, respingendo ogni addebito.
“Io non ho nulla da nascondere. Chi costruisce accuse false, invece, prima o poi dovrà rispondere di ogni singola parola. E questa volta, fino in fondo”, ha dichiarato.
La criminologa ha inoltre precisato che i contenuti contestati “non hanno alcuna riconducibilità a Sionis né diretta né indiretta”, sostenendo che si tratterebbe di post scollegati dalle accuse e pubblicati in un arco temporale ampio.
Nel comunicato emergono anche perplessità sull’operato della procura, con riferimento alla mancata convocazione per un interrogatorio nonostante le richieste avanzate.
Intanto, il fascicolo è stato trasferito alla procura di Roma, che dovrà valutare i prossimi passaggi e stabilire se sussistano i presupposti per un eventuale processo.
This website uses cookies.