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Referendum, Conte gioca tutto, “Vuole di nuovo essere Premier”

Il referendum diventa decisivo per Giuseppe Conte: il risultato può cambiare gli equilibri nel centrosinistra e mettere in discussione anche la leadership di Elly Schlein.

Giuseppe Conte referendum: la strategia con Il Fatto e le toghe

La campagna referendaria ha visto un coinvolgimento diretto di Giuseppe Conte, che ha scelto di sostenere apertamente la linea del “No”, affiancato da magistrati e da esponenti dell’area giustizialista.

Un percorso politico che ha trovato sponda anche nel quotidiano diretto da Marco Travaglio, con una posizione netta contro la riforma. La chiusura della campagna, avvenuta venerdì, ha rappresentato il momento simbolico di questa alleanza, con Conte protagonista insieme a esponenti della magistratura.

Secondo diverse letture politiche, la scelta del leader del Movimento 5 Stelle non è stata solo di merito, ma anche strategica, con un obiettivo preciso: rafforzare il proprio peso all’interno dell’area progressista.

Equilibri nel Pd: Elly Schlein e il rischio interno

Il risultato del referendum potrebbe avere effetti immediati sugli equilibri del centrosinistra. Una vittoria del “Sì”, infatti, aprirebbe scenari complessi per la leadership di Elly Schlein, attuale segretaria del Partito Democratico.

In caso di esito favorevole alla riforma, la posizione della segretaria potrebbe indebolirsi, alimentando tensioni interne. In questo contesto, tornerebbero centrali figure e correnti che guardano con interesse a Giuseppe Conte.

Tra queste, secondo fonti politiche, ci sarebbe anche l’area vicina a Goffredo Bettini, considerato tra i principali sostenitori di un dialogo strutturato con il leader del Movimento 5 Stelle.

Uno scenario che potrebbe riportare in primo piano i cosiddetti “contiani” presenti all’interno del Partito Democratico.

Scenario dopo il voto: tra premiership e cariche istituzionali

Se invece dovesse prevalere il “No”, lo scenario per Giuseppe Conte cambierebbe sensibilmente. In questo caso, l’ipotesi di una leadership forte nel campo progressista potrebbe ridimensionarsi.

Il leader pentastellato potrebbe allora optare per una strategia più prudente, restando nel perimetro del centrosinistra e valutando altre prospettive politiche.

Tra le ipotesi che circolano vi è quella di puntare, in caso di vittoria alle elezioni politiche del cosiddetto “campo largo”, a una carica istituzionale di rilievo, come la presidenza del Senato.

Una posizione che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe rappresentare anche un passaggio verso ambizioni future, come una possibile candidatura al Quirinale.

Published by
Lorenzo Costantino

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