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Pina Picierno attaccata sui social dopo il referendum: insulti per il suo sì, “Vergogna asina”

Pina Picierno al centro di una bufera social dopo il referendum sulla giustizia: insulti e critiche per il suo voto favorevole alla riforma e le sue dichiarazioni.

Pina Picierno nel mirino dopo il referendum sulla giustizia

L’europarlamentare del Partito democratico Pina Picierno è finita al centro di una violenta ondata di commenti sui social dopo aver espresso il proprio sostegno al “sì” nel referendum sulla riforma della giustizia.

Le critiche sono esplose in particolare sotto un messaggio pubblicato dalla stessa esponente dem a urne chiuse, nel quale ha commentato l’andamento della consultazione.

Nel post, Pina Picierno aveva scritto: “La partecipazione altissima al referendum è un dato importante e positivo. In un Paese segnato da crisi di rappresentanza e astensionismo, le file ai seggi, la voglia di discutere e di mobilitarsi sono una bellissima pagina di democrazia scritta dai cittadini italiani”.

Parole che hanno però scatenato una raffica di reazioni negative, con numerosi utenti che hanno rivolto attacchi personali e commenti offensivi nei suoi confronti. Tra questi, frasi come “Molto asina nel percepire l’umore dei cittadini” e “Rosica. È ora che vai via”.

Le dichiarazioni di Pina Picierno e il risultato del voto

Nel suo intervento, Pina Picierno ha anche commentato l’esito del referendum, sottolineando la vittoria del “No” e attribuendole un significato politico.

“Ha prevalso il ‘No’. Un No certamente politico, che riguarda il governo Meloni, ma credo anche gli atteggiamenti tenuti durante questa campagna elettorale, che raramente è entrata nel merito di una riforma attesa da molti anni, e si è scelta invece la strada della polarizzazione. Si è passati da un populismo all’altro e, alla fine, ha prevalso la voglia di proteggere, conservare e rifiutare ancora una riforma necessaria”, ha dichiarato.

L’europarlamentare ha poi ribadito la propria posizione, rivendicando la scelta compiuta durante la campagna referendaria: “Dal canto mio, sono orgogliosa e per nulla pentita di aver fatto, nel merito, una campagna per una riforma che ho ritenuto giusta e necessaria, una riforma che il Partito democratico ha più volte auspicato”.

Nel suo messaggio, ha inoltre citato diverse figure che hanno sostenuto la stessa linea, tra cui Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Gian Domenico Caiazza, Claudia Mancina, Umberto Ranieri, Giorgio Tonini, Arturo Parisi, Emilia Rossi e Marco Taradash.

Interviene Filippo Sensi contro gli attacchi social

La situazione ha spinto anche altri esponenti politici a intervenire pubblicamente. Tra questi il collega di partito Filippo Sensi, che ha preso posizione contro i toni utilizzati sui social.

“Ho votato No, manifestato x il No, fatto iniziative x il No. A una riforma dannosa e arrogante. Ma nessuna vittoria, nessun successo giustifica l’orrenda gogna social alla quale sono sottoposti vari compagni di partito – Pina Picierno su tutti – per la loro scelta in dissenso. Vergogna”, ha scritto.

Published by
Emanuele Larocca

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