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Governo accelera sulla legge elettorale, opposizioni furiose: “La Meloni su vuole salvare”

Dopo il referendum sulla giustizia, il governo accelera sulla legge elettorale. Opposizioni all’attacco: accuse di forzature e tentativo di blindare il potere.

Legge elettorale dopo referendum: il governo accelera sullo Stabilicum

Archiviato il referendum sulla giustizia, il confronto politico si sposta immediatamente su un nuovo terreno: la riforma della legge elettorale.

A meno di 24 ore dall’esito delle urne, la maggioranza ha deciso di imprimere un’accelerazione al percorso dello “Stabilicum”, la proposta di riforma sostenuta dal centrodestra.

L’avvio della discussione è stato fissato per martedì prossimo in commissione Affari costituzionali alla Camera, scelta che ha colto di sorpresa le opposizioni e riacceso il confronto tra i due schieramenti.

La riforma, infatti, non è stata condivisa con il centrosinistra, che ha già annunciato battaglia contro un provvedimento ritenuto divisivo e non condiviso.

Pd e opposizioni all’attacco: accuse di paura del voto

Le reazioni delle forze di opposizione sono state immediate e particolarmente dure. Il Partito democratico ha accusato il governo di voler modificare le regole elettorali per ragioni politiche.

Il senatore Alessandro Alfieri ha dichiarato: “Meloni e la destra rilanciano subito la modifica della legge elettorale perché con l’attuale perderebbero. Immagino che gli italiani siano contenti che questa sia la priorità del governo. Evidentemente non hanno capito il messaggio di ieri. Invece di andare avanti con arroganza e senza ascoltare, come hanno fatto con la riforma costituzionale appena bocciata, si fermino”.

Sulla stessa linea anche la capogruppo alla Camera Chiara Braga, che ha affermato: “Oggi la maggioranza ancora stonata dalla clamorosa sconfitta al referendum, forza la mano e impone l’esame della legge elettorale. La ragione richiederebbe prudenza, l’arroganza li porta a forzature. Non gli consentiremo di stravolgere le regole del gioco senza consenso parlamentare e solo per farsi una legge ‘su misura’”.

Critico anche il capogruppo al Senato Francesco Boccia, secondo cui il centrodestra “sanno di essere minoranza e provano a cambiare le regole del gioco”.

Intervengono inoltre Arturo Scotto, che parla di “un escamotage per perdere meno voti possibili”, e Marco Sarracino, che ironizza: “A destra devono aver fatto una approfondita analisi del voto se la prima reazione a questa sconfitta è cambiare la legge elettorale”.

M5S, Avs e +Europa: “Opposizione durissima contro la riforma”

Le critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi Sinistra.

Il deputato Alfonso Colucci ha dichiarato: “È un disperato tentativo della maggioranza di rimanere a galla, nell’illusione di poter fare un danno alle opposizioni che offrono al Paese una solida alternativa per il governo del futuro. Evidentemente si tratta di una prepotenza inguaribile, nemmeno la primavera di democrazia sbocciata ieri ferma questo centrodestra. Ma gli italiani al referendum hanno mandato un messaggio molto chiaro: l’arroganza non premia”.

Per Filiberto Zaratti, invece, il governo “ha paura del voto e vuole scrivere una legge che gli garantisca la vittoria”.

Sulla stessa linea anche il segretario di +Europa Riccardo Magi, che ha annunciato: “E’ surreale, sembra che vadano avanti come treni. L’incardinamento della riforma della legge elettorale per noi è un fatto grave, la proposta della maggioranza ha degli aspetti che non sono presenti in nessuna legge di nessuna democrazia al mondo. Faremo opposizione durissima in Parlamento e fuori”.

Published by
Luca Antonicelli

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