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Salvini attacca Trump sulla guerra in Iran: “Stramaledetta, nessuno la voleva”

Dopo la sconfitta referendaria, Matteo Salvini critica la guerra in Iran e avverte sui rischi economici, mentre emergono tensioni nei rapporti con gli alleati.

Matteo Salvini guerra Iran: “Stramaledetta guerra, nessuno la voleva”

All’indomani del referendum sulla giustizia, il vicepremier Matteo Salvini interviene con parole nette sul fronte internazionale, riportando al centro il tema della guerra in Iran e delle sue conseguenze.

Durante un evento pubblico, il leader della Lega ha espresso forte preoccupazione per gli effetti economici del conflitto:

“Siamo intervenuti per cercare di tamponare l’emergenza diesel, benzina, gas, luce e se questa maledetta guerra, che non abbiamo voluto, non abbiamo cercato, a cui non vogliamo partecipare, andasse avanti altre settimane, altri mesi, qua c’è poco da tamponare, perché qua il problema non è il costo delle materie prime, è che fra un po’ non ci saranno più le materie prime”.

Una posizione che evidenzia la linea prudente del ministro, soprattutto rispetto al coinvolgimento italiano nello scenario internazionale.

Economia e materie prime: l’allarme del vicepremier

Nel suo intervento, Matteo Salvini ha posto l’accento sulle ripercussioni concrete della guerra sull’economia italiana.

“Io posso avere miliardi per sistemare strade, gallerie, ponti però se non ho la materia prima, è un problema”, ha dichiarato.

Il riferimento è alle difficoltà legate all’approvvigionamento energetico e industriale, già al centro del dibattito politico negli ultimi mesi.

Salvini ha inoltre sottolineato la necessità di una riflessione più ampia sulle conseguenze del conflitto:

“Spero che chi ha la responsabilità di quello che sta accadendo rifletta sulle conseguenze umanitarie, in primis, ma anche economiche e sociali in secundis”.

Parole che si inseriscono in un contesto di crescente attenzione verso l’impatto delle crisi internazionali sul sistema produttivo italiano.

Rapporti internazionali e segnali politici dopo il referendum

Le dichiarazioni del leader della Lega arrivano in una fase politica delicata, segnata dalla sconfitta del governo al referendum.

Pur senza riferimenti espliciti, l’intervento viene letto da diversi osservatori come un messaggio indiretto agli alleati internazionali, in particolare agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump.

Non si tratta della prima presa di posizione in questa direzione. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva recentemente chiarito: “l’Italia non partecipa a questa guerra” perché “non è una guerra nostra”.

Lo stesso Matteo Salvini aveva già dichiarato nei giorni precedenti: “La guerra in Iran non l’abbiamo decisa noi… qualcuno ha scatenato senza avvisare, senza concordare”.

Published by
Emanuele Larocca

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